Sedici donne raccontano storie di vita, amori e Covid
PESCARA. Federica D’Antonio ha 15 anni e il suo racconto è ispirato alla terra madre. Martina Pennesi ne ha 17 e sul foglio bianco ha impresso leggende legate alle navi in bottiglia. Scrittrici in...
PESCARA. Federica D’Antonio ha 15 anni e il suo racconto è ispirato alla terra madre. Martina Pennesi ne ha 17 e sul foglio bianco ha impresso leggende legate alle navi in bottiglia.
Scrittrici in erba e protagoniste, con altre quattordici autrici, pescaresi e teramane, di “Donne che raccontano” il volume, curato da edizioni Maginot, e presentato ieri a Pescara, al lido Aurora. L’iniziativa è stata presentata da Pierluigi Troilo con la partecipazione dell’assessore comunale alla Cultura, Mariarita Paoni Saccone. Le donne che raccontano di violenze e Covid, di favole e tumulti dell’animo, di amori virtuali e malati, e si raccontano, sono insegnanti, commercianti, studentesse, Francesca Bernardini, Giulia de Nigris, Francesca D’Isidoro, Francesca Fadda, Alessandra Grosso, Eleonora Marchini, Cristina Mazzocchetti, Raffaella Piccari, Sofia Ragnoli, Magalì Rapini, Erika Sulpizi, Francesca Tribuiani, Rosanna Zenobi e la giornalista Mila Cantagallo.
Un volume firmato da sole donne, protagoniste di storie immaginarie o vissute, farcite con i colpi di scena del noir o del thriller, con l’emotività femminile che disegna amori impossibili, paure e verità nascoste. Racconti di vita, che per le scrittrici agli esordi letterari, sono stati emozionali e catartici con autoanalisi e tormenti logoranti.
Storie, vergate nero su bianco durante il lockdown, che analizzano le proprie paure, di bambine goffe e spaventate che usano l’ironia per diventare donne forti e coraggiose, o donne maltrattate che trovano la strada per uscirne, di musicisti insicuri, di uomini deboli colpiti dal Covid costretti, in solitudine, a risalire la china, di favole che raccontano la vita reale. (c.co.)

