Segnali skype da un cellulare fanno rinascere la speranza

28 Gennaio 2021

Chiamate partite dallo smartphone di Frabotta e ricevute da un collega di lavoro I soccorritori sono cauti: non si sa ancora se risalgono o no ad alcuni giorni fa

MASSA D’ALBE. Un collega di lavoro di Gianmauro Frabotta, l’ingegnere 33enne disperso sul Velino, ha ricevuto ieri una serie di segnali via Skype, la piattaforma di comunicazione di proprietà Microsoft che consente di effettuare chiamate o videochiamate e scambiare messaggi coi propri contatti. Molto utilizzata in ambito lavorativo. Avvisi di chiamata partiti dallo smartphone del 33enne avezzanese. Immediata è arrivata una segnalazione al centro di coordinamento che segue le ricerche dei quattro dispersi e ieri sera è stata informata la prefettura dell’Aquila. Subito sono scattate le indagini di uno speciale nucleo dei carabinieri per risalire alla data esatta delle chiamate, che per un assurdo destino potrebbero essere finite in coda a una sorta di lista. I soccorritori sono molto cauti, infatti, perché non si sa ancora se i segnali Skype risalgono o no ad alcuni giorni fa, quindi prima dell’escursione di domenica scorsa (giorno ufficiale della scomparsa dei quattro).
Gli uomini del Soccorso alpino, all’esito degli accertamenti tecnici, si sono detti pronti a riprendere le ricerche, anche in ore notturne.
Intanto, gli investigatori hanno accertato che è stato il telefonino di Valeria Mella a spegnersi per ultimo, intorno alla mezzanotte di domenica. I cellulari degli altri dispersi risultano staccati da molto prima. Per la loro localizzazione sono stati avviati accertamenti anche attraverso gli account Google. Le indagini sono coordinate dal maggiore Silvia Gobbini, comandante della compagnia dei carabinieri di Tagliacozzo.
Al momento, sono i segnali Gps intercettati sotto la neve dall’Av 169 della Guardia di finanza a guidare le operazioni di ricerca a Valle Majelama. A fine giornata sono state tracciate delle mappe su cui gli esperti hanno annotato i punti Gps e quelli delle tracce fiutate dalle unità cinofile. Pur essendo conoscitori della montagna, i quattro amici non indossavano il dispositivo Arva, una specie di radiolina in grado di inviare un segnale anche quando si è sepolti sotto la neve. «Voleva comprarsi un Arva. A Natale gli avevamo regalato una somma di denaro che avrebbe utilizzato per l’acquisto del dispositivo da montagna», commenta affranto il noto commerciante avezzanese Mauro Frabotta, papà di Gianmauro, «sono persone allenate, spero tanto che abbiano trovato riparo da qualche parte. Ma in questi casi il tempo è tiranno: più passano le ore e più la situazione si fa difficile. La montagna era la sua vita», ricorda Frabotta mentre parla del suo unico figlio, «quando raggiungeva la vetta era l’uomo più felice del mondo. Ultimamente per provare quella scarica di adrenalina si era dato al deltaplano». Accanto a Mauro c'è anche mamma Maddalena. La maestra delle elementari, provata da quattro estenuanti giorni di attesa tra dolore e speranza, non ce la fa a trattenere le lacrime durante l'ennesimo volo di un elicottero che sta portando in quota i soccorritori. È nel momento in cui il mezzo aereo plana sul campo sportivo che la donna si abbandona a un doloroso abbraccio stringendo forte a sé il marito.
È stata un’altra giornata di strazio al campo base di Forme di Massa d’Albe per i familiari e gli amici di Tonino Durante, Gianmauro Frabotta, Gianmarco Degni e Valeria Mella che cercano di farsi forza l’uno con l’altro. Anche dentro la ex scuola elementare di Forme si rifocillano tutti allo stesso tavolo per condividere quella speranza che non li ha mai abbandonati sin dal primo giorno.
Al campo base gli occhi restano puntati sui soccorritori in cerca di quella buona notizia che finora non è arrivata. La macchina di Gianmauro è ancora lì, all’inizio del sentiero 8, a poche centinai di metri dal rifugio Casale da Monte, punto di partenza per Valle Majelama. In auto insieme al 33enne ingegnere Eni c’era Tonino Durante, cugino di Frabotta. I fidanzati, invece, sono arrivati con una seconda macchina che è stata recuperata ieri. Sono attimi drammatici quando cala la sera e si interrompono le ricerche. Oggi si ricomincia dalle 7. (r.rs. - f.d.m.)
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