Sei coltellate per una ragazza 18enne in cella: tentato omicidio

Dopo una notte di ricerche, la polizia scova l’aggressore, fuggito a casa della sorella a Miglianico La vittima colpita al collo, al torace, alla testa e alle braccia dopo un appuntamento per chiarire
PESCARA. Si era rifugiato a casa della sorella a Miglianico, in provincia di Chieti, il diciottenne residente a Montesilvano accusato del tentato omicidio del ragazzino ferito con sei coltellate in via Firenze, nel tardo pomeriggio di martedì. Lo hanno scovato e posto in stato di fermo intorno alle 13 di ieri i poliziotti della Mobile diretti da Gianluca Di Frischia, dopo una nottata di indagini portate avanti con i colleghi della Volante coordinati da Pierpaolo Varrasso.
Un nome e un volto su cui gli investigatori si sono incentrati sin da subito, grazie al video di quell’aggressione registrato dalle telecamere della centralissima via Firenze, alle testimonianze dei presenti e ai successivi riscontri sui telefonini di vittima e aggressore. Da quanto emerso, i due si erano dati appuntamento per una questione da chiarire legata a una ragazza. E all’appuntamento, richiesto presumibilmente dalla vittima, ognuno si è presentato con una manciata di amici al seguito. Quello che succede di lì a pochissimo lo raccontano le telecamere di videosorveglianza e anche i pochi clienti seduti a consumare l’aperitivo nel bar a due passi. Dalle immagini si vede subito che tra i due c’è uno scambio di battute abbastanza veemente e subito spunta il coltello. Lo tira fuori il diciottenne che in un attimo si avventa contro il suo interlocutore mentre tutti gli altri scappano. Sono almeno sei le coltellate che gli sferra, e tutte dirette verso punti vitali: al torace, al collo, alla testa, alle braccia. Il ragazzino, studente residente a Pescara, di origini nordafricane, d’istinto prova a ripararsi. Si volta, ma non basta perché l’altro fino all’ultimo insiste a colpirlo, anche alle spalle. Ma lui riesce a scappare, corre con il cuore a mille e la testa che gli dice solo di mettersi in salvo. E ci riesce, arrivando in un baleno nella farmacia all’angolo di via Trieste che è lì a poche decine di metri. Entra sanguinante e tra i clienti in fila urla che lo hanno accoltellato. È lo stesso farmacista Maurizio Mignella a prestargli i primi decisivi soccorsi, mentre il ragazzino perde sangue dal torace, dalla testa, «una scena terrificante», raccontano i presenti.
E mentre arriva l’ambulanza del 118 che carica il minore e lo porta d’urgenza in ospedale, dove viene ricoverato in Chirurgia pediatrica, inizia la caccia all’aggressore. Sul posto, oltre ai poliziotti della Volante e della Mobile, anche gli esperti della Scientifica. È una corsa contro il tempo per trovare il responsabile e ricostruire dinamica e movente. Sono ore serrate, che la famiglia di M.F. vive con il cuore in gola fino a quando i medici gli dicono che il figlio non è in pericolo di vita: 30 giorni di prognosi, forse sarà necessario operarlo, ma è salvo.
Intanto passano le ore. I poliziotti, che risalgono al nome dell’aggressore e lo trovano anche sulla banca dati delle forze dell’ordine, vanno a cercalo a casa sua e nei luoghi da lui abitualmente frequentati, ma non lo trovano. Ci impiegano tutta la notte, ma alla fine lo trovano e intorno alle 13 di ieri lo vanno a prendere a Miglianico. Il 18enne, da quello che viene fuori, non va a scuola, non lavora. All’appuntamento si era presentato armato del coltello dopo che la vittima gli aveva chiesto un chiarimento per conto di un suo amico.
Da quello che raccontano i ragazzi, l’attuale fidanzata dell’aggressore, dopo averlo lasciato in precedenza, si era fidanzata con un amico dell’aggredito, salvo poi tornare dal primo amore. Un intreccio che aveva creato ruggini e risentimenti e che il 15enne, per conto dell’amico, si sente in dovere di andare a chiarire. Ignorando, però, di andare a rischiare la vita. Preso a coltellate non nel corso di una lite, non durante una colluttazione ma così, a freddo. Il tempo di uno scambio di battute e poi il coltello. È salvo per miracolo. L’altro da ieri e in carcere.
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