Sei medici per i contagiati in casa

La Asl di Pescara al lavoro per la gestione domiciliare dei pazienti Covid
PESCARA. Sei unità, per un totale di 18 medici. La Asl di Pescara è al lavoro per costituire le Usca, le “Unità speciali di continuità assistenziale” che sono state introdotte con un’ordinanza del presidente della Regione Marco Marsilio. Il compito delle Usca sarà quello di occuparsi della gestione domiciliare dei pazienti che hanno contratto il Covid-19, ma che non hanno bisogno di essere ricoverati in ospedale.
Il provvedimento del presidente Marsilio prevede la creazione di una Unità speciale ogni circa cinquantamila abitanti. Considerato che a Pescara e in provincia abitano approssimativamente trecentomila persone, l’Azienda sanitaria locale sta provvedendo ad attivare sei Usca. Due, in base all’avviso pubblicato dalla Asl, avranno sede Pescara, mentre le altre quattro saranno stabilite, una ciascuno, a Montesilvano, a Penne, a Cepagatti e a Scafa.
La durata degli incarichi all’interno delle Unità sarà limitata alla durata dello stato di emergenza epidemiologica dovuta al coronavirus, come stabilito dalla delibera del consiglio dei ministri del 31 gennaio scorso.
L’avviso è rivolto in particolare ai medici titolari o supplenti di continuità assistenziale, ai medici che stanno frequentando il corso di formazione specifica in medicina generale, e ai laureati in medicina e chirurgia abilitati che sono iscritti all’ordine di competenza.
È prevista la chiamata diretta «preferibilmente rivolta» ai medici di continuità assistenziali titolari o supplenti nell’ambito territoriale dell’Unità speciale di continuità assistenziale, ai medici inseriti nelle graduatorie aziendali già approvate per il conferimento degli incarichi provvisori oppure di sostituzione, e ai medici che sono inseriti nella graduatoria regionale per la medicina generale.

