Sei minorenni contagiati: c’è una bimba di un anno

2 Ottobre 2020

Trenta i casi rilevati ieri: eseguiti ben 1.992 tamponi nelle ultime 24 ore

PESCARA. Ancora sei minorenni positivi al coronavirus, parte dei quali in età scolare. Trenta, in tutto, i nuovi casi accertati in Abruzzo con i test delle ultime ore. I contagi riguardano tutte le province. La situazione resta, tutto sommato, sotto controllo: se il numero degli attualmente malati è in costante aumento, quello dei pazienti ricoverati in ospedale rimane invariato. Grande attenzione alle scuole: complice il brusco calo delle temperature, sono sempre di più gli studenti che avvertono febbre e malessere in classe. Non mancano, di conseguenza, situazioni di psicosi, anche frutto di informazioni errate e voci incontrollate che si rincorrono.
NUOVI CASI. Dei trenta nuovi casi, nove fanno riferimento alla provincia dell'Aquila e altrettanti alla provincia di Chieti, cinque riguardano il Teramano e quattro il Pescarese, mentre per tre sono in corso verifiche sulla provenienza. Ancora una volta, la diffusione del virus riguarda l'intero territorio, dall'area metropolitana all'entroterra, dalle città ai paesini. Tra i contagi più recenti, ad esempio, ve ne sono quattro a Pescara, quattro a Carsoli, due ad Avezzano, due a San Giovanni Teatino, due a Silvi e due a Pettorano sul Gizio.
OLTRE 200MILA TAMPONI. Continua a salire il numero degli attualmente positivi al virus, che sono 28 in più nelle ultime ore, per un totale di 909 pazienti: 52, dato invariato, quelli ricoverati in ospedale in terapia non intensiva e cinque quelli in terapia intensiva, mentre gli altri 852 (+28) sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl. Non ci sono decessi recenti: il bilancio delle vittime è fermo a 481. I guariti, due in più, sono 3.059. Del totale dei 4.449 casi abruzzesi, 640 sono residenti o domiciliati in provincia dell'Aquila, 1.053 in provincia di Chieti, 1.890 in provincia di Pescara, 823 in provincia di Teramo e 38 fuori regione, mentre per cinque sono in corso verifiche sulla provenienza. Ben 1.992 i tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore e, dall'inizio dell'emergenza, si supera quota 200mila test: 201.484 quelli effettuati da febbraio ad oggi.
MINORI POSITIVI. Se tra i nuovi positivi la persona più anziana è una 97enne di Avezzano, la più giovane è una bambina di un anno della Valle Peligna. Diversi i minorenni la cui positività è stata accertata nelle ultime ore: oltre alla bimba di un anno ci sono cinque persone di età compresa tra i 5 e i 16 anni. Contrariamente a quanto può sembrare dall'analisi dei dati delle ultime settimane, il virologo Paolo Fazii, direttore del laboratorio della Asl di Pescara, spiega che «il virus non è diventato più aggressivo sui bambini, semplicemente adesso lo andiamo a cercare ovunque e, di conseguenza, vengono fuori sempre più positivi e di ogni fascia di età».
SINTOMI IN CLASSE. Grande attenzione alle scuole, questione che genera apprensione e, in alcuni casi, vera e propria psicosi. In tutta la regione, giorno dopo giorno, si rincorrono voci circa la positività di qualche alunno che ha sintomi influenzali. Ieri, ad esempio, è stata la volta del liceo statale "G. Marconi" di Pescara. Ha subito chiarito l'accaduto il referente anticovid dell'istituto, Giovanni Dursi, il quale ha spiegato che è scattato, in via assolutamente precauzionale, il protocollo previsto in questi casi. Alcuni studenti, infatti, hanno manifestato dei sintomi in aula e la direzione scolastica ha deciso di sospendere le lezioni in due classi per due giorni, in attesa del risultato dei tamponi. I test su alcuni degli alunni hanno già dato esito negativo, degli altri si attende il risultato. Complice il repentino calo delle temperature, infatti, sono sempre di più gli studenti che avvertono malesseri e febbre in aula. Solo nel territorio della Asl di Pescara, ad esempio, sono stati eseguiti più di 70 tamponi su giovanissimi con sintomi influenzali e altri attendono di essere sottoposti a test, ma al momento non risultano positività tra gli studenti rientrati a scuola lo scorso 24 settembre.
TEST RAPIDI. Se i primi effetti della riapertura delle scuole sulla curva del contagio si potranno vedere tra una decina di giorni, un contributo importante potrebbe presto arrivare dai test dell'antigene: si tratta di tamponi, salivari o nasali, che danno il risultato in circa quindici minuti. La Regione si sta attivando per introdurli e, considerata la rapidità di esecuzione, potranno essere estremamente utili nella scuola e in altri contesti particolari. In ogni caso, secondo Fazii, in classe e ovunque, «l'unica arma di difesa resta la prevenzione: mascherine, distanziamento sociale e igiene delle mani», sottolinea l'esperto, ricordando il ruolo e la responsabilità che hanno docenti e genitori. «Ora siamo in una fase intermedia, interlocutoria», aggiunge il virologo, «e proprio per evitare una situazione peggiore dobbiamo arrestare l'onda».
Intanto alcune scuole fanno marcia indietro sull'obbligatorietà del certificato medico dopo un solo giorno di assenza per malattia, per patologie diverse dal Covid-19: l'attestazione del medico servirà dopo un assenza di tre o più giorni.
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