Semaforo per il fiume, costo di 30 mila euro

4 Settembre 2014

Il Comune compra i sensori per l’emergenza esondazione: funzioneranno anche durante i black-out

PESCARA. Trentamila euro. Tanto costerà mettere un semaforo lungo la golena nord per segnalare gli allagamenti e la possibile esondazione del fiume Pescara. È questa la cifra che il Comune si appresta a spendere per aumentare la sicurezza nella zona. Durante l’alluvione del 2 dicembre scorso, i parcheggi della golena furono invasi dal fiume in piena con i pescaresi assiepati sui ponti Risorgimento e D’Annunzio per guardare la potenza dell’acqua. Ora, in vista dell’autunno, dopo gli annunci, il Comune ha detto sì «all’installazione di pannelli con semaforo per l’informazione ai cittadini al fine di prevenire situazioni di pericolo e garantire con immediatezza e risolutezza l’eventuale inibizione al traffico veicolare e pedonale in caso di esondazione del fiume sulle aree golenali». I lavori sono stati affidati alla ditta Pace Dino di Pianella: il semaforo segnalerà il livello dell’acqua e sarà collegato con il comando dei vigili urbani e il Centro elaborazione dati (Ced) del Comune. Il sistema che la ditta ha proposto al Comune di adottare è in grado di funzionare anche durante un black-out: il semaforo è dotato di un gruppo di continuità «in grado di assicurare un’autonomia di funzionamento di almeno 12 ore». Nel costo è compresa anche la manutenzione dell’impianto per due anni.

Secondo il Comune, oltre alle golene, a Pescara ci sono 4 sottopassi da tenere sotto controllo. Uno di questi è il sottopasso di via Fontanelle, dove, il 2 dicembre dell’anno scorso, morì Anna Maria Mancini, 57 anni di Spoltore, rimasta intrappolata nella sua Peugeot 107 travolta dall’acqua mentre andava a casa dell’anziana madre per assisterla. Il sottopasso è stato chiuso il 27 agosto scorso a seguito di una diffida della procura di Pescara al Comune perché le pompe, «per caratteristiche e capacità, risultano assolutamente inidonee a fronteggiare ulteriori allagamenti». Il Comune ha avviato l’iter per acquistare nuove pompe di sollevamento che dovrebbero essere montate nel giro di pochi giorni.

L’impianto di sollevamento delle pompe idrauliche del sottopasso si bloccò intorno alle 2,30 della notte, secondo la ricostruzione dell’amministrazione comunale, a causa di un black-out: senza corrente elettrica le pompe rimasero spente e non drenarono più l’acqua che riempì il sottopasso oltrepassando i tre metri.

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