Sempre più coppie divise: è boom di separazioni «Ma il Covid non c’entra»

Bozza: al tribunale di Pescara aumentati i procedimenti consensuali L’avvocato Cionini: reazioni violente e intolleranza dovute al lockdown
PESCARA. Non vanno oltre i quattro o i cinque anni, hanno tra i 35 e i 45 anni, spesso anche con figli. È l'identikit delle coppie di sposi che sempre più frequentemente scelgono di divorziare. Una decisione che negli ultimi due/tre anni sembra sempre più inflazionata, mostrando una tendenza all'intolleranza e all'autodeterminazione crescente. Persino i motivi scatenanti di divorzi e separazioni mettono in luce la labilità dei rapporti. Alla base, infatti, quasi sempre c'è l'adulterio. Neanche quello, duraturo.
Sono trascorsi 50 anni da quando in Italia è stato introdotto il divorzio. Era il primo dicembre 1970 quando il Parlamento approvò la legge Baslini-Fortuna. Quella stessa legge che fu poi confermata con il referendum del '74. Da allora le norme sono cambiate e l'istituto del divorzio è sempre più snello. Se in origine servivano 5 anni di separazione, poi ridotti a 3, oggi sono sufficienti appena 6 mesi in caso di separazione consensuale. E in un rapporto inversamente proporzionale, ai tempi ridotti corrisponde una maggiore frequenza di richieste.
«Ci troviamo di fronte persone di tutte le età», spiega Angelo Mariano Bozza, presidente del Tribunale di Pescara. «Le coppie che però attivano percorsi di separazioni o divorzi sono per lo più quelle tra i 10 e i 20 anni di matrimonio. Minori sono le coppie tra i 30 e i 40 anni di matrimonio. In questo caso, spesso sono separate di fatto da anni e legalizzano questa condizione solo dopo tempo. La maggior parte dei casi però si colloca nella fascia intermedia, ma la sensazione è che si stia verificando un aumento delle separazioni o dei divorzi delle coppie giovanissime, sotto i 5 anni di unione».
Le pratiche aperte al tribunale di Pescara sembrano essere in aumento da dopo il primo lockdown, oltre che per la convivenza forzata anche per un addensarsi dei procedimenti a causa della sospensione delle attività del foro tra marzo e aprile. Non sembra riscontrare invece un'accelerazione legata alla pandemia, Matilde Cionini, avvocato da circa 35 anni, ma da 20 specializzata in diritto familiare e minorile. «Con la riapertura dello studio subito dopo il primo lockdown sembrava esserci stato un piccolo incremento, ma i numeri ben presto sono tornati in linea. Ciò che ho constatato, invece, sono degli stravolgimenti negli umori, con reazioni emotive più violente e un'intolleranza molto elevata. La famiglia è sempre stata un contenitore di affetti, ora lo è di conflitti. Contrasti da cui non vengono tenuti fuori nemmeno i figli. In passato vedevo le coppie separarsi, oggi assistiamo a una lacerazione delle famiglie, con i figli, anche molto piccoli, che diventano motivo di grande scontro, arrivando a vietare l'esercizio di visita non solo tra madre o padre, ma coinvolgendo persino i nonni».
L'andamento del foro di Pescara vede una maggiore frequenza di separazioni consensuali o divorzi congiunti, vale a dire casi che finiscono in Tribunale con una condivisione di intenti. «Noi facciamo tantissime consensuali e congiunti», sottolinea Bozza. «La maggior parte cominciano così oppure si tratta di casi originariamente giudiziali che poi si trasformano. Al merito della fase istruttoria passano per lo più i procedimenti contumaciali, cioè dove la controparte non si costituisce e quindi non è possibile addivenire a un accordo». Il terreno di scontro più fertile è costituito dagli accordi economici, mentre sui figli, sul loro collocamento e sul diritto di visita, la tendenza è quella a trovare un punto di incontro. «Del 15-20 per cento di casi che finiscono in giudizio, appena un 5 per cento riguarda i figli», sintetizza il presidente.
Motivo scatenante di divorzi e separazioni sono spesso le relazioni extraconiugali. «I quarantenni di oggi», rileva l'avvocato divorzista Cionini, «si sposano senza mutare le loro condizioni di vita sociale. Questo evidentemente è incompatibile con la creazione di un nuovo nucleo familiare e rappresenta terreno fertile per la ricerca di partner anche occasionali. Non parliamo di tradimenti come una volta, cioè di relazioni durature, ma di avventure che di lì a poco terminano, provocando, tuttavia, la disgregazione del nucleo familiare che si era formato. Sempre più spesso arrivano a separarsi coppie sposate da 4-5 anni al massimo, ma mi sono trovata di fronte casi ancora più eclatanti, di rientro dal viaggio di nozze o anche con donne in stato di gravidanza».
«Capita di frequente», conclude Cionini, «anche che donne e uomini si rivolgano allo studio per chiedere consigli e capire quali sono gli scenari che si verrebbero ad aprire con una separazione o un divorzio, ma solo dopo diverso tempo avviano le pratiche. Gli uomini sondano l'aspetto economico, al contrario le donne gli effetti sulla famiglia».
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