Sempre protagonista fra storia e scandali

9 Settembre 2015

Per i suoi novant'anni, tra i tanti regali, la regina Elisabetta troverà anche una sorpresa: la storia della sua vita scritta da Antonio Caprarica, il corrispondente storico dalla Londra...

Per i suoi novant'anni, tra i tanti regali, la regina Elisabetta troverà anche una sorpresa: la storia della sua vita scritta da Antonio Caprarica, il corrispondente storico dalla Londra “elisabettiana”. Parte dei suoi successi editoriali hanno un accento tutto inglese (“Il romanzo dei Windsor”, “Il romanzo di Londra” e “Tanto sesso, siamo inglesi!”), del resto Caprarica conosce Londra e la famiglia reale come le sue tasche. «In effetti Elisabetta è stata incoronata un anno dopo la mia nascita. Dunque, per me, come per i due terzi degli inglesi, essa è un po' come il Big Bang, l’esplosione primordiale: c'è sempre stata».

E' una verità storica che il successo di un monarca si misuri dalla sua durata; niente da eccepire, allora, alla regina che ha regnato più a lungo. «Gli inglesi sono molto più cittadini di quanto lo siamo noi italiani – afferma Caprarica - la regina è, per loro, la garanzia del rispetto della loro tradizione e del loro passato, è la rassicurazione di ciò che l'Inghilterra è stata e può continuare ad essere. E molti inglesi le riconoscono che il compito di regnante lo ha svolto magnificamente».

La regina ha avuto tanti delatori che le hanno rimproverato troppa austerità e durezza, ma per i suoi 80 anni il “Times” la ringraziò perché non aveva mai fatto scendere la maschera della regalità dal suo volto. «Durante una cena regale a cui ero stato invitato - racconta Caprarica - la regina ebbe a osservare che non si erano mai registrate, a Londra, temperature così alte nel mese di marzo. Io ebbi l'impudenza di dirle che non faceva così tanto caldo come a Bassora dove erano stati spediti i soldati inglesi. Lei tacque, poi rispose: sì, effettivamente a Londra fa un caldo terribile».

«Quando la BBC – prosegue Caprarica facendo riferimento ad alcuni aneddoti - ebbe l'idea, per la cerimonia di apertura delle Olimpiadi, di girare lo spot con la regina che diventa una Bond girl, fu chiesto a Buckingham Palace, il permesso di usare una controfigura. Ma la regina rispose: e perché mai la controfigura, lo faccio io!». Humor inglese che però ebbe un cedimento durante il decennio horribilis: «Più che di annus horribilis parlerei di decennio. Gli anni ’90 ebbero inizio con l'incendio a Windsor Castle; poi il 1996 fu l'anno del divorzio di Carlo e l'anno dopo quello della morte di Diana. Si è registrato il fallimento del modello di monarchia inglese che vuole la famiglia reale come prima (ed esemplare) famiglia del regno. L'istituzione ligia ai valori della morale borghese con madri e mogli esemplari, non è mai stata più lontano dal vero, anzi si è scoperta essere la più grande e ipocrita costruzione, crollata con il fallimento del matrimonio di Carlo e tutto quel che ne è sortito dopo».

La regina Elisabetta, però, non ha perso la testa semmai ha saputo aspettare ed ha avuto ragione se “in una città come Londra, piena di fantasmi, il fantasma di Diana non è mai stato avvistato”. E la protagonista resta lei, Elisabetta II, che ha fatto del silenzio una religione di stato. «Oggi - conclude Caprarica – forse per via dell'età è un po' meno legnosetta. Tanto che il rispetto del suo popolo è diventato una timida forma di affetto».(b.b.)

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