Senza il vaccino 63mila over 50: multe per oltre 6 milioni di euro

L’Agenzia delle Entrate ha già i nomi: la somma da pagare a testa non è alta, ma può lievitare
L’esercito degli over 50 no vax abruzzesi verserà una pioggia di denaro nelle casse dello Stato.
I 63.707 ultracinquantenni, che non si sono ancora vaccinati, tireranno fuori dalle loro tasche la cifra record di 6.370.700 euro. È questo il totale proveniente dalle multe, da 100 euro ciascuna, attivate dal 1° febbraio per chi non si è vaccinato. L’Agenzia delle Entrate sta preparando le cartelle con le sanzioni e presto le manderà a tutti i cittadini, sopra i 50 anni, ancora scoperti. I soldi delle multe ai no vax, per chi non lo sa, serviranno a rimpolpare proprio il Fondo per le emergenze nazionali. E il bacino potrebbe essere arricchito a partire da martedì 15 febbraio, quando gli over 50 saranno obbligati a vaccinarsi anche per andare a lavoro. Sono infatti 37.165 i cinquantenni e sessantenni, cioè in età lavorativa, ancora scoperti e per loro scatteranno multe anche più salate se verranno scoperti in ufficio senza vaccino.
Come viene fatta la multa La multa per gli over 50 no vax viene richiesta dal ministero della Salute ed effettuata dall’Agenzia delle Entrate, che prepara la cartella esattoriale e la invia tramite Posta elettronica certificata (Pec) o raccomandata.
I nomi dei non vaccinati vengono rilevati automaticamente dal Sistema tessera Sanitaria e poi incrociati con la banca dati dell’anagrafe vaccinale nazionale per stilare gli elenchi accurati.
Ricevuta la comunicazione dall’Agenzia delle Entrate, il cittadino potrà decidere se pagare subito la multa oppure se mandare alla Asl di riferimento l'eventuale certificazione di esenzione dal vaccino. In quest’ultimo caso, però, servirà un motivo di assoluta e oggettiva impossibilità. L’importo della multa, si diceva, è di 100 euro. Ma nel testo del decreto non è specificato se la sanzione potrà essere ripetuta in futuro. Secondo alcune ricostruzioni, come quella del Corriere della Sera, il governo potrebbe anche decidere di ripeterla se l’obbligo di vaccino verrà disatteso a oltranza.
Chi è esentato
L’invio della multa sarà automatico e certo e riguarderà anche a chi, per motivi di salute, non ha potuto vaccinarsi finora. Gli esentati avranno però dieci giorni dalla ricezione dell’avviso per comunicare all’Asl l’eventuale esenzione dall’obbligo vaccinale. Ovviamente non basterà una semplice autocertificazione per non vaccinarsi. L’Asl di riferimento dovrà verificare la validità del certificato di esenzione e, solo in un secondo momento, comunicare all’Agenzia delle Entrate che quel cittadino ha effettivamente un motivo valido per non vaccinarsi. Questo procedimento dovrà avvenire sempre entro dieci giorni dall’arrivo della multa. E se la Asl non effettua questa verifica nei tempi previsti, l’Agenzia delle Entrate tornerà alla carica e provvederà, entro 180 giorni, a inviare un altro avviso di addebito di 100 euro, questa volta con valore di titolo esecutivo. Il cittadino a quel punto avrà altri 60 giorni di tempo per pagare la multa oppure 30 giorni per presentare un ricorso al Giudice di pace. In quel caso, l’Avvocatura dello Stato assumerà il patrocinio dell’Agenzia delle Entrate. Nel corso del giudizio, il cittadino dovrà dimostrare di essere esonerato dalla vaccinazione obbligatoria. Per fare ciò, bisognerà procurarsi una relazione redatta da un medico. È verosimile che il giudice nomini un consulente tecnico d’ufficio per verificare i documenti, i cui costi però saranno anticipati dal cittadino che fa ricorso e si andranno a sommare all’importo del contributo unificato per l’avvio del giudizio pari a 43 euro. Più tutte le altre spese legali. Insomma, partendo da 100 euro si potrà arrivare a cifre ben più alte.
IL CASO DEI GUARITI
Chi è guarito dal Covid negli ultimi sei mesi è considerato coperto. Scaduto questo periodo di tempo, il non vaccinato over 50 deve però necessariamente vaccinarsi. È fondamentale però che il medico di base o l’Asl mettano nero su bianco l’avvenuta guarigione, testimoniata dall’esito negativo di un tampone molecolare o antigenico. Questo dato deve essere registrato nel Sistema Tessera Sanitaria, che include i nostri dati sanitari e fiscali.
Le fasce ancora scoperte
Tra le fasce più scoperte, in Abruzzo, al momento spiccano i 50enni come mostra la tabella in alto. Sono ancora 23.328 i non vaccinati in quella fascia di età. Subito dietro, troviamo gli over 80 con 16.256 abruzzesi ancora scoperti. Tra i 60enni, invece, in 13.837 sono ancora senza neppure la prima dose di vaccino. La fascia più coperta, invece, è quella tra 70 e 79 anni: in 114.259 hanno ricevuto la terza dose, il 91,4% della popolazione vaccinabile in questa categoria. È coperto con la terza dose anche il 90% dei sessantenni vaccinabili: in 137.163 hanno già ricevuto il richiamo booster. Preoccupano però i 37.165 cinquantenni e sessantenni che, dal 15 febbraio, non potranno andare a lavoro senza vaccino.
L’ obbligo a lavoro
Da martedì, infatti, partiranno cinque giorni di assenza giustificata al termine dei quali scatta la sospensione dal lavoro e dello stipendio per gli over 50 non vaccinati. Chi viene sorpreso al lavoro senza Green pass rischia una multa aggiuntiva da 600 a 1.500 euro. Sanzione in arrivo anche per i datori di lavoro che non controllano i certificati dei dipendenti: per loro, c’è una multa da 400 a 1.000 euro.

