«Senza le cure ai malati occuperemo la Regione»

5 Marzo 2017

Il presidente di Carrozzine Determinate, Claudio Ferrante, si schiera al fianco dei venti assistiti dopo l’ennesimo ordine disatteso di ripristinare il servizio

PESCARA. «Occuperemo il Consiglio regionale se la Asl non ripristina immediatamente il servizio settimanale di psicoterapia». Si fa sempre più aspra la battaglia dei venti pazienti in cura al Centro di Salute Mentale del distretto sanitario Pescara nord che dal 29 gennaio scorso chiedono ai vertici dell' azienda sanitaria e al direttore del Csm dell'ex clinica Baiocchi, Marilisa Amorosi di riprogrammare le sedute psicoterapiche settimanali sospese ai primi di gennaio senza motivazione.

Claudio Ferrante, presidente di Carrozzine Determinate Abruzzo, li affianca nella lotta e annuncia l'occupazione dell’assemblea regionale, come ultimo atto di una lunga ed estenuante attesa che sta trasformando la vita dei pazienti in un inferno, perché le loro condizioni di salute peggiorano di giorno in giorno fino ad arrivare a «gravi atti di autolesionismo». "Questa vicenda sta diventando vergognosa e pericolosa» incalza Ferrante, che parla a nome dei venti malati, tredici dei quali firmatari di esposti alla magistratura, mentre i rappresentanti delle istituzioni perdono tempo e giocano a nascondino, chi sta male subisce gravissime conseguenze». I pazienti, che sono stati sempre disponibili a confronti, ora non credono più alle promesse. Dopo numerosi appelli, l'8 febbraio si muove per primo Sabatino Trotta, direttore del dipartimento del Centro di Salute Mentale che in una serie di note chiede alla responsabile dell'Urp-Cup, Maria Assunta Ceccagnoli, e per conoscenza alla Amorosi, di «ripristinare il vecchio sistema di erogabilità delle prestazioni per i pazienti in carico, a tutela della loro salute». Il vecchio sistema, in vigore fino a dicembre 2016, prevedeva la possibilità di concordare le date delle sedute settimanali o bisettimanali direttamente con i medici in servizio nel Csm distrettuale. Attualmente, invece, gli appuntamenti vengono fissati dal Cup attraverso una calendarizzazione informatica che allunga le liste di attesa fino a giugno. La continuità terapeutica, invece, è fondamentale per pazienti che soffrono di problemi di salute mentale. La richiesta del capo cipartimento è caduta nel vuoto. Due giorni fa, ci ha riprovato il direttore sanitario, Valterio Fortunato. Il quale, in una comunicazione dai toni diplomatici, inviata alla Amorosi, e per conoscenza a Trotta, la «invita a promuovere ogni azione necessaria per evitare le paventate interruzioni assistenziali e contestualmente, garantire l'efficienza dei percorsi di assistenza».

Immediato l’intervento di Ferrante, che si chiede: «Ma il direttore sanitario apprende dalla stampa che a queste persone viene negata la continuità delle cure? In ogni caso, sia Fortunato che Trotta hanno emesso un ordine disatteso dai sottoposti. In un Paese civile, a un dipendente pubblico che non ottempera alle disposizioni del suo superiore gerarchico, vengono applicati provvedimenti disciplinari, fino alla rimozione o alla revoca dell'incarico. E non è affatto vero, come è stato riferito dai vertici Asl, che la situazione di psicoterapia è in fase di normalizzazione, perché dopo l'ultimatum di Fortunato, i pazienti sono andati al Cup a prenotare, fiduciosi. Ma è stato loro risposto che il primo appuntamento utile è per il prossimo 24 giugno, cioè fra tre mesi. Una lista di attesa, cominciata a gennaio, che si allunga ogni giorno di più perché i terapisti non possono garantire più di una seduta al giorno (contro le 4 di prima) e nessuno pone fine a questo teatrino, che avviene a discapito dei malati. Ora mi chiedo: dove sono finite le "coccole sanitarie" di cui parlava il governatore della Regione in campagna elettorale?». Il presidente di Carrozzine chiude invitando l'assessore alla Sanità, Silvio Paolucci e l'assessore alle Politiche sociali, Marinella Sclocco, a intervenire sulla questione e di adoperarsi «per far ripristinare urgentemente i servizi».

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