Senzatetto, ecco la mappa del disagio sociale in città

9 Settembre 2021

Trenta persone censite per strada: si spostano per fame o per evitare i controlli On the Road: noi aiutiamo solo chi ha voglia di trovare un lavoro e rifarsi una vita 

PESCARA. Sono trenta i senza fissa dimora che vagano per le strade della città. Nel 2010 erano 80, secondo dati On The Road. I numeri del disagio sociale sono calati grazie al lavoro dei volontari che hanno recuperato vite e speranze.
Sono pescaresi, abruzzesi, ma anche romeni e polacchi, i senzatetto vaganti. Hanno tra i 19 e i 55 anni e sono uomini e donne vittime di droga, alcool, con patologie psichiatriche, con problematiche relazionali e sociali, troppo spesso con passati difficili alle spalle.
Ognuno alla ricerca, spesso in solitaria, di un proprio spazio che sia sotto un ponte, su un marciapiede, in un parcheggio, sulla spiaggia. Stanziali per poche ore, poi si muovono da un angolo all’altro della città, seguendo il flusso del fabbisogno: fame, sete, doccia, vestiti, e del bisogno di sfuggire ai controlli delle forze dell’ordine. Alla stazione centrale se ne contano 12, soli o a gruppi; 9 alla stazione Porta Nuova, altri li vedi girovagare sul litorale o lungo le vie del centro. Vanno e vengono, si spostano da un quartiere all’altro, spesso sostano vicino ai supermercati dove fanno rifornimento di sostanze alcoliche, birra soprattutto. Escono e bevono.
Alcuni, come accade in via Lago di Campotosto, a due passi dal centro storico, da dove ieri è partita la denuncia di chi in quella zona ci lavora e chiede decoro, diventano rissosi, minacciano, chiedono soldi ai passanti, dormono sui materassi, fanno pipì dietro i cassonetti della spazzatura e si comportano come se le strade fossero la loro casa. E che dalle strade non se ne vogliono andare per essere aiutati a trovare un lavoro e ritrovare la propria dignità. Preferiscono chiedere l’elemosina.
La cooperativa sociale On the Road, guidata da Massimo Ippoliti e la Caritas, diretta da Corrado De Dominicis, che fanno rete con altre realtà associative del territorio e con il supporto degli assessorati al Sociale, guidati da Nicoletta Di Nisio e Adelchi Sulpizio, sono sempre al fianco di chi ha bisogno, notte e giorno. Angeli col camper che si preoccupano di non far mancare nulla a chi non ha nulla: pasti, vestiti, farmaci, asciugamani, kit con mascherina e gel sanificanti. E ascolto. «Ma», chiarisce Ippoliti, «noi ci occupiamo solo di chi ha volontà di fare un percorso riabilitativo e di reinserimento». Il progetto “OutReach”, promosso dalla rete, ha affidato ad ogni senzatetto un “case manager”, uno psicologo per l’ascolto e aperto uno sportello in via Tavo, 248. Ippoliti: «I nostri assistiti sono vaccinati e hanno il Green pass. A Rancitelli, 67 persone, tra immigrati, prostitute, tossici, sono in regola. Il disagio è in calo, 11 anni fa c’erano 80 senzatetto solo alla stazione centrale». Giannicola D’Angelo, responsabile dell’osservatorio Caritas che segue anche il caso di via Lago di Campotosto: «Conosciamo le loro storie, fatte anche di refrattarietà ad essere accompagnati verso percorsi tesi all’uscita da una condizione di disagio e fragilità. Nonostante i nostri sforzi, non possiamo obbligare nessuno a seguirci nelle strutture». Ma in questo caso la strada è una azione mirata di «intervento sanitario e ordine pubblico».