Sequestrati sughi e condimenti in una tavola calda del centro

MONTESILVANO. Proseguono i controlli dei carabinieri del Nucleo anti sofisticazioni e salute pubblica dei carabinieri di Pescara nei locali pubblici e nei ristoranti della regione. Questa volta a...
MONTESILVANO. Proseguono i controlli dei carabinieri del Nucleo anti sofisticazioni e salute pubblica dei carabinieri di Pescara nei locali pubblici e nei ristoranti della regione. Questa volta a finire nel mirino dei Nas comandati dal tenente colonnello Domenico Candelli è stato un bar tavola calda nel cuore di Montesilvano, specializzato in pranzi veloci e aperitivi.
Nel locale i militari hanno accertato importanti carenze igienico sanitarie e strutturali, inadeguatezze nella comunicazione di informazioni obbligatorie al consumatore in tema di allergeni e nelle procedure di rintracciabilità degli alimenti. Circa 30 chilogrammi di preparazioni varie come sughi e condimenti per primi piatti, detenuti in dispensa e pronte per essere somministrate, sono state sequestrate poiché prive di informazioni utili a ricostruirne la rintracciabilità.
Dalla lettura dei menù a disposizione dei clienti, i carabinieri hanno rilevato l'assenza di informazioni che indicassero al consumatore il reale stato di conservazione e di origine di diverse preparazioni alimentari. Gli alimenti venivano presentati come “freschi” sebbene fossero originariamente congelati o surgelati. Anche la mancanza di altre informazioni sui menù, come gli allergeni presenti nei piatti, informazioni importantissime per i consumatori che soffrono di intolleranze e allergie alimentari, hanno aggravato la posizione del titolare del bar, che è stato denunciato a piede libero per frode nell’esercizio del commercio. L’ultimo orientamento della Corte di Cassazione è rilevabile a tal proposito nella sentenza del 29 marzo scorso (presidente Aldo Aceto, ex sostituto procuratore a Pescara): i giudici hanno confermato la condanna di due ristoratori alla pena di due mesi di reclusione e 80 euro di multa, ciascuno con pubblicazione della sentenza sul sito internet del ministero della Giustizia, per aver compiuto «in concorso fra loro nel proprio ristorante, atti idonei - rappresentati dal non aver comunicato alla clientela, mediante indicazione sul menù, la somministrazione di pesce decongelato/surgelato - diretti a vendere al pubblico questo cibo come pesce fresco».

