Sequestrati vestiti contraffatti e luci di Natale a rischio incendio

Scattano denunce e multe per tre cinesi: dall’archivio delle fiamme gialle si scopre che sono anche evasori Seguendo le fatture dei prodotti, trovato il maxi deposito con tablet, cuffie e orologi senza certificati
PESCARA . Felpe con il marchio “Ralph Lauren” vendute a prezzi stracciati. Insospettiti da quei cartellini tendenti al ribasso, i finanzieri hanno controllato quei capi di abbigliamento, interpellato i periti del marchio e scoperto l’emporio del falso d’autore. È il primo passo di un’operazione contro la contraffazione che ha portato a centinaia di pezzi sequestrati, da Pescara fino a Civitanova Marche: capi di abbigliamento falsificati, luminarie natalizie a rischio incendio e poi tablet, cuffie, smartwatch e decoder messi in vendita abusivamente, senza marchi di qualità e istruzioni.
I finanzieri hanno seguito le tracce lasciate dalle fatture: sono state eseguite perquisizioni agli indirizzi citati sui documenti contabili, da Pescara a Manoppello fino a un deposito di Civitanova Marche scoprendo una catena di illeciti. Per tre cinesi sono scattate le denunce per contraffazione e ricettazione, illeciti che provocano un danno per l’economia nazionale che si aggira intorno ai 42 miliardi di euro. E i tre cinesi finiti sotto accusa erano già noti alle fiamme gialle «per inadempimenti tributari». Un triplo colpo contro la filiera del falso di importazione estera.
I controlli della finanza non sono una novità: risale a due settimane fa un maxi sequestro da un milione di pezzi tra bambole, peluche, giochi in scatola, gadget vari privi di istruzioni, prescrizioni e destinazioni d’uso in lingua italiana e, quindi, potenzialmente pericolosi per tutti e ancora di più per i bambini. All’inizio dell’anno scolastico, invece, erano scattati i sequestri di zaini, penne, matite colorate e gomme, fra i più in voga tra i bambini, oltre a gadget Disney, Marvel, Hello Kitty, Peppa Pig e ancora magliette, felpe e scarpe false di Adidas, Gucci e Moschino.
«La tutela del consumatore contro gli incauti acquisti è fondamentale», afferma il comandante provinciale della finanza di Pescara, il colonnello Antonio Caputo, che invita a stare attenti: «Ci sono alcuni indizi tipici di potenziali truffe, campanelli d’allarme cui prestare molta attenzione: prezzi troppo bassi nei negozi fisici o in rete, dove si possono trovare anche pagine tradotte male in italiano o sedi dell’azienda non identificabili o numeri di telefono inesistenti. In ogni caso, per fugare qualsiasi dubbio, è importante contattare il 117, il numero di pubblica utilità della guardia di finanza sempre a disposizione dei cittadini».
Ma al di là dei costi, l’obiettivo è togliere dal mercato prodotti pericolosi. A partire dalle luci a led per Natale che potrebbero addirittura provocare incendi. Nel centro di stoccaggio per grossisti a Civitanova Marche sono stati trovati «prodotti elettronici privi di istruzioni in lingua italiana e di avvertenze sui limiti della tensione elettrica per il loro corretto utilizzo»; in un’attività commerciale dell’area del Pescarese sono stati trovati «articoli digitali e luci natalizie senza marchio Ce».
L’indagine, effettuata nel piano d’azione Stop fake, ha preso spunto dai controlli sul territorio condotti dalle pattuglie del nucleo di polizia economico-finanziaria e dai baschi verdi del gruppo di Pescara. Le investigazioni hanno portato, inizialmente, alla scoperta di uno degli empori del falso, operante nell’entroterra pescarese dal 2018. A gestirlo, una cinquantenne cinese impegnata nella vendita dei vestiti griffati. Ma i finanzieri, insospettiti dai prezzi stracciati al banco, hanno svolto un’analisi sulla merce che ha permesso di scoprire l’inautenticità dei capi esposti, e non solo: l’esame della rendicontazione contabile dell’esercizio commerciale ha acceso poi i riflettori su altri hot-spot della rete nazionale di approvvigionamento di merce falsa e non sicura, presumibilmente di importazione cinese.

