Serbatoi quasi vuoti, rischio stop all’acqua anche di giorno

Francavilla, il sindaco lancia l’allarme: ora è emergenza Appello a evitare gli sprechi: no a comportamenti sbagliati
FRANCAVILLA. «La situazione nei serbatoi cittadini è gravissima. Se andiamo avanti così rischiamo che da metà agosto la città rimarrà senz’acqua». A lanciare l’ennesimo grido d’allarme è il sindaco di Francavilla Antonio Luciani, sulla scorta delle ultime informazioni ricevute dall’Aca. La società acquedottistica, dopo aver esteso a tutte le sere di questa settimana le chiusure nel quartiere di San Franco e sulla Nazionale Centro e Sud, ha scattato una fotografia dell’intero territorio comunale per nulla rassicurante: il livello di acqua presente all’interno dei serbatoi cittadini, tra cui quello di Villanesi, uno al paese alto e un altro posizionato nella zona rurale, è pericolosamente bassa.
«Gli addetti ai lavori mi hanno detto che non hanno mai visto nulla del genere», spiega Luciani visibilmente preoccupato. «Il problema principale resta la siccità. Purtroppo manca l’acqua alla fonte e i serbatoi, nonostante le chiusure e le razionalizzazioni, di notte non riescono a riempirsi. Questo significa che ogni giorno che passa il livello massimo di acqua presente al loro interno continua a scendere. Se si dovesse andare avanti di questo passo, nel giro di un paio di settimane rischiamo di dover chiudere l’erogazione su tutta la città, anche di giorno». La prima soluzione sarà quella di intensificare interruzioni e razionalizzazioni notturne, nel tentativo di riempire i serbatoi più di quanto lo siano adesso. L’assenza di pioggia fa la sua parte e le previsioni per il prossimo mese ne prevedono poca o addirittura per niente. Anche per questo evitare gli sprechi diventa un elemento fondamentale: «Non possiamo permetterci di buttare neanche una goccia. Torno a ripetere che bisogna modificare le abitudini se vogliamo continuare ad avere l’acqua. Per esempio chiudere il rubinetto sotto la doccia mentre ci si insapona, non usarla per lavare la macchina o annaffiare le piante. Siamo in emergenza e dobbiamo comportarci di conseguenza». Luciani però torna a interrogarsi e a interrogare Aca sulla vicenda: «Non si potevano impiantare più serbatori in città? Oppure, non potevano essere più grandi quelli che sono stati impiantati? Non sarebbe ora di intervenire su una rete idrica colabrodo che contribuisce a creare la dispersione idrica? Ogni anno siamo messi sempre peggio del precedente. Lo scorso eravamo in crisi, oggi lo siamo ancora di più. Che prospettive ci sono per l’estate 2022? L’Aca ha intenzione di utilizzare i prossimi mesi per intervenire oppure dovremo arrivare a luglio dell’anno prossimo per renderci nuovamente conto di avere un problema sempre più grave?». In attesa delle risposte occorre fare i conti con la realtà. L’appello a centellinare l’acqua, adesso, sembra l’unica arma per evitare di rimanere a secco.

