SERPENTI IN CASA, COSÌ SI PUÒ

28 Luglio 2014

Attenzione a tenerli alle giuste temperature, anche per brevi periodi, e all’alimentazione

CASTEL DI SANGRO. Sicuramente non scodinzolano e nemmeno portano indietro le pantofole e non si può negare che siano oggetto di una delle fobie più diffuse di tutti i tempi. Ma è altrettanto vero che negli ultimi tempi, quella per i serpenti, tenuti come animali di compagnia, è sempre meno rara anche tra gli italiani. Così abbiamo chiesto a Maurizio D’Amico, veterinario della Asl Avezzano- Sulmona- L’Aquila, dirigente della sezione di Castel di Sangro, anche socio fondatore della sezione Abruzzo-Molise “Antonio Bellini” della Societas Herpetologica Italica, cosa fare per trascorrere un’estate serena insieme agli amici serpenti.

«Ogni specie è diversa dall’altra» avvisa D’Amico, «riguardo alle esigenze di spazio, di microclima ambientale, di alimentazione, di indole, dimensioni e ritmi di crescita. Un pitone tappeto (Morelia spilota), animale arboricolo proveniente dalle foreste sub tropicali dell’Australia, dovrebbe essere ospitato in un terrario con temperatura diurna di 30-31° centigradi in un settore, notturna 23-24°, umidità circa 65 -80%, delle dimensioni non inferiori ai 100x50x60, con almeno un bel ramo contorto su cui potersi arrampicare. Un terrario, degno di questo nome, deve riprodurre un angolo di natura selvaggia, sicuramente di più impegnativa manutenzione, ma che assicura un benessere maggiore. L’alimentazione può essere a base di topi ratti o anche pulcini. Ricordiamoci delle dimensioni che nel giro di qualche anno possono sfiorare i due metri, e l’indole, che in taluni esemplari può non essere docile. Un serpente giarrettiera (Thamnophis sirtalis) può essere ospitato, invece, in ambiente più ristretto 70x40x30, temperatura 24-25°, umidità 40-60%, con alimentazione a base di pesci, lombrichi, lumache, larve di insetti, di dimensioni non superiori al metro e di indole tranquilla».

«Si tratta di animali a sangue freddo e non vanno esposti a condizioni diverse da quelle alle quali dovrebbero essere correttamente conservati», aggiunge. «Ricordo che, in una fredda sera di capodanno di alcuni anni fa, un turista se ne andava in giro per le strade di Castel di Sangro con in mano un pitone reale, morto poi durante la notte per una grave polmonite. Se siamo costretti a lasciare un serpente a casa per alcuni giorni, considerato che il terrario sarà già dotato di timer per l’illuminazione, di sistemi per la regolazione di temperatura e umidità, basterà alimentarlo bene nei giorni precedenti, dato che, salvo eccezioni, mangiano prede intere anche voluminose, impiegando vari giorni per digerirle. Se vogliamo portarli con noi, bisognerà prevedere di assicurarne anche durante la vacanza un’appropriata dimora provvisoria.

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