Serramonacesca, turista cade e muore tra i ruderi del castello

1 Settembre 2016

Il cadavere scoperto ore dopo il decesso: l’uomo di 43 anni era uscito in mattinata, l’allarme lanciato dal padre

SERRAMONACESCA. Ha percorso il sentiero che tanto amava, ha raggiunto Castel Menardo e poi, una volta sul muro di cinta, ha perso l’equilibrio ed è caduto giù, bocconi. Lo hanno trovato così, ormai senza vita, con le mani sotto al petto. E per lui non c’è stato nulla da fare, se non procedere alla triste procedura della constazione di decesso.

Questa la prima ricostruzione dell’incidente di cui è stato vittima ieri Cristian Di Vincenzo, 43 anni, nato in Svizzera ma residente ad Assisi, che spesso raggiungeva Serramonacesca, dove vive il padre Gino. Anche in questi giorni, come accadeva sovente, l’uomo, celibe e disoccupato, si trovava in paese e, come di consueto, ieri è uscito di casa per una passeggiata. Amava raggiungere Castel Menardo, camminava parecchio e, una volta superato il sentiero, ha raggiunto il muro di cinta, l’unica cosa che rimane di quel rudere. Si trovava su uno dei punti meno pericolosi, uno dei più bassi, solo pochi metri da terra, e in quegli istanti può essere accaduto di tutto: forse ha perso l’equilibrio ed è scivolato o forse ha avuto malore, fatto sta che è precipitato in avanti, battendo la testa. Il colpo è stato fatale, da lì non si è più rialzato. A lanciare l’allarme è stato il padre, che non lo ha visto rientrare e ha provato ripetutamente a cercarlo, chiamandolo al cellulare, senza avere risposta. Ha chiesto aiuto a un amico, una persona che ha pensato di andarlo a cercare a Castel Menardo, sapendo che il 43enne amava quei posti e li frequentava. È stato lui a trovare il corpo di Di Vincenzo, dopodiché si è attivata la macchina dei soccorsi, nella speranza che potesse farsi qualcosa per lui.

A Serramonacesca sono arrivati il personale dei vigili del fuoco di Pescara, il 118, che ha fatto sollevare anche l’elicottero e ha cercato di raggiungere il corpo, il Soccorso alpino e speleologico e i carabinieri di Manoppello e Scafa (la compagnia è quella di Popoli, coordinata da Tonino Marinucci).

Sul posto anche il sindaco Franco Marinelli, che ha assistito alle operazioni di recupero, andati avanti per ore, considerato che si tratta di una zona non facilmente raggiungibile.

La famiglia Di Vincenzo ha trascorso molti anni in Svizzera, dove vive ancora oggi la sorella di Cristian, dopodiché padre e figlio si sono trasferiti a Santa Marinella, nel Lazio, paese di origine della madre di Cristian, morta qualche anno fa.

Il 43enne passava molto tempo a Serramonacesca e amava passeggiare a lungo in montagna. Tra le sue mete anche Castel Menardo, di cui restano giusto le mura di cinta. E ieri la sua passeggiata mattutina si annunciava come molte altre gite in quel punto del paese ma non è più tornato indietro. Il padre ha cominciato a cercarlo nel pomeriggio, preoccupato, ma lui non rispondeva. Era già morto.

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