«Servizi ai disabili, rispettate le promesse»

Penne, le speranze delle famiglie dopo le battaglie dei mesi scorsi. Si decide anche per i minorenni
PENNE. Da luglio scorso 15 ragazzi disabili hanno ripreso le consuete attività ludico ricreative all’interno del centro San Massimo della Fondazione Paolo VI. Il tutto grazie a un finanziamento di 50mila euro della Regione Abruzzo e a 20mila euro messi a disposizione dall’Ambito sociale Vestino. I ragazzi hanno ripreso a svolgere all’interno della Paolo VI le attività ludico-ricreative che erano state sospese in quanto non c’erano né l’autorizzazione né la copertura economica. «I ragazzi hanno ripreso le loro attività, hanno realizzato con l’aiuto dei loro splendidi operatori dei disegni bellissimi. Cieli azzurri, speranze, amore, creatività, sono davvero tante le rappresentazioni messe su tela dai noialtri ragazzi speciali. La nostra paura è che tutto questo finisca di nuovo a dicembre o gennaio o febbraio», spiega Alessia Cacciatore, sorella di uno dei quindici ragazzi che hanno ripreso ad usufruire delle attività extra sanitarie all’interno della fondazione. «Spero», ha continuato la Cacciatore «che così come da accordi presi e trascritti, parole date, e promesse fatte, questo continui normalmente senza bisogno di nuove manifestazioni di protesta. Ringrazio il direttore della fondazione Nazzareno Cancelli e tutte le educatrici per l'amore e l'impegno attraverso cui rendono questo posto una famiglia per i nostri amori speciali», ha sottolineato Alessia Cacciatore.
Le parti a breve dovranno ritrovarsi per programmare il 2019. La speranza è che si possa programmare il futuro in maniera più serena. È stato infatti davvero complicato, oltre che doloroso, non consentire ai ragazzi disabili, per circa un anno, di effettuare quelle attività ricreative vero e proprio motore della loro già difficile esistenza. Il servizio ripristinato a luglio è ripartito solo per gli adulti e solo per gli utenti che risiedono nei Comuni dell’Ambito vestino. Non possono comunque accedere al servizio i minorenni e coloro che abitano fuori zona, circa una ventina di utenti. Per loro solo terapie sanitarie: due, tre o cinque volte a settimana, a seconda di quanto stabilito dalla commissione Asl. Entro questo mese le parti in causa dovranno sedersi per valutare come il servizio sociale possa ripartire per tutti e senza gravare troppo sulle famiglie.
Francesco Bellante

