«Servizi sanitari ridimensionati»
Il movimento Avanti tutta rilancia le proposte sull’Atto aziendale
POPOLI. Per il movimento cittadino di difesa dell'ospedale "Avanti tutta, indietro non si torna" non c'è chiarezza nell'Atto aziendale della direzione generale Asl sull'effettiva implementazione di servizi e reparti a seguito della moratoria, conseguente al decreto sisma, del decreto Lorenzin che prolunga di 36 mesi le trasformazioni dell'attuale assetto.
«Questa condizione» rilancia Pietro D'Amato, coordinatore del movimento «la validità dell'Atto aziendale del 2015 con un assetto ben definito che stride fortemente con l'organigramma della bozza di Atto del 2017 dove l'offerta sanitaria del nostro ospedale viene ridimensionata». Il movimento elenca un serie di servizi e reparti che sono assenti o che vengono addirittura declassati al posto di essere potenziati. Prendi ad esempio le Unità operative complesse (Uoc) di Ortopedia/tramumatologia e Chirurgia che, nella nuova bozza, vengono portate a unità operative semplici dipartimentali (Uosd), o la diagnostica per immagini che passa da Uosd a Uos di Radiologia, mentre una serie di servizi e ambulatori sono assenti, quindi da inserire nella proposta come la Riabilitazione cardiopolmonare e l'Ap (Alta professionalità) motoria, l'Uos per malattie dismetaboliche, la gestione e trattamento dell'ipertensione, le Ap di Chirurgia e Riabilitazione, gli ambulatori e Oncologia ed Ematologia; da reinserire invece, come supporti al Pronto soccorso, gli ambulatori di Cardiologia, Neurologia, Pediatria, Ostetrica e Ginecologia.
«Chiederemo» prosegue D'Amato «un nuovo, urgente incontro con il presidente D' Alfonso per dirimere i dubbi che abbiamo manifestato rispetto alla bozza del nuovo Atto aziendale, annunciando in quella sede una nuova manifestazione che il Movimento si appresta a organizzare».
Walter Teti
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