Servizi sociali, rischio stop in 23 Comuni

28 Dicembre 2016

Salta la proroga al gestore: anziani e disabili della Val Pescara senza assistenza dal 2 gennaio. Protestano 60 lavoratori

ALANNO. Servizi sociali a rischio nella Val Pescara a partire dal prossimo 2 gennaio e, da ieri, i lavoratore del settore sono in stato di agitazione. È un altro capitolo della storia travagliata dell’azienda speciale Maiella e Morrone, attualmente in liquidazione: da 6 mesi, l’assistenza ad anziani, disabili e minori disagiati è stata affidata alla cooperativa Samidad di Lanciano che ha sostituito la Maiella e Morrone. Ma sabato 31 dicembre scadrà il contratto e, finora, nessuno ha firmato la proroga: non l’ha fatto la commissaria della Comunità montana Montagne pescaresi Cinzia De Santis, l’ente gestore dei servizi sociali fino a fine anno e titolare della Maiella e Morrone in liquidazione, e non l’ha fatto neanche il sindaco di Manoppello Giorgio De Luca. Manoppello è il Comune capofila del nuovo ambito sociale della Val Pescara (n.17), composto dai 16 comuni già assistiti dalla Maiella e Morrone (Alanno, Abbateggio, Bolognano, Caramanico, Cugnoli, Lettomanoppello, Manoppello, Popoli, Roccamorice, Rosciano, Salle, Sant’Eufemia, Serramonacesca, San Valentino, Torre de’ Passeri, Turrivalignani) e da 7 nuovi ingressi Corvara, Pietranico, Bussi, Pescosansonesco, Castiglione a Casauria, Scafa e Tocco.

Ieri, dopo le proteste dei sessanta lavoratori – che aspettano ancora il pagamento di 6 mensilità arretrate, della quattordicesima e dei tfr nonostante i decreti ingiuntivi – i sindacati Uil e Cgil hanno proclamato lo stato di agitazione e hanno chiesto l’intervento del prefetto di Pescara Francesco Provolo per sventare la paralisi dell’assistenza: «È in atto uno scaricabarile tra la Comunità montana e il Comune di Manoppello», dice il segretario provinciale della Uil-fpl Francesco Marcucci, «nessuno dei due enti si ritiene responsabile della proroga ma, adesso, non c’è più tempo da perdere perché il 31 dicembre scadrà il contratto della Samidad e si rischia il blocco dei servizi sociali. Se accadesse una cosa del genere», sottolinea Marcucci, «qualcuno potrebbe essere chiamato a pagarne le conseguenze». Una frase che può significare solo questo: in caso di stop all’assistenza, i sindacati andranno in procura. Ora, la palla passa alla prefettura ma ci sono solo 4 giorni per intervenire: «È ora che qualcuno si assuma le proprie responsabilità», dice Marcucci, «perché i cittadini hanno bisogno dell’assistenza. In questo frangente, assistiamo a una latitanza della Regione: basterebbe poco alla Regione per invitare la Comunità montana a fare la proroga alla Samidad».

Per i lavoratori, dopo una vertenza durata quasi due anni culminata con le proteste in piazza e non ancora conclusa – la foto a destra dell’anno scorso lo ricorda –, sarebbe un’altra beffa: senza proroga alla Samidad, si ritroverebbero senza impiegno da un giorno all’altro. Dallo scorso 1° luglio, la Samidad è subentrata alla Maiella e Morrone, azienda travolta dai debiti a causa di una gestione dissennata: un buco da oltre tre milioni creato non pagando tasse, contributi e fornitori.

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