Servizio idrico a singhiozzo nel rione Villa Carmine

15 Ottobre 2014

MONTESILVANO. Se è vero che in città esistono numerosi utenti non in regola con il pagamento delle bollette dell’acqua, c’è anche chi pur saldando regolarmente le fatture dell’Aca è costretto da...

MONTESILVANO. Se è vero che in città esistono numerosi utenti non in regola con il pagamento delle bollette dell’acqua, c’è anche chi pur saldando regolarmente le fatture dell’Aca è costretto da anni a subìre gravi disagi in materia di servizio idrico integrato.

All’indomani dell’appello lanciato dall’assessore Paolo Cilli che, sollecitato dall’Aca, ha invitato i morosi a regolarizzare le proprie posizioni per far fronte a un debito stimato in circa 5 milioni e 400 mila euro, in riferimento alle bollette emesse il 30 giugno 2014, a puntare il dito contro l’azienda consortile acquedottistica è questa volta Claudio D’Urbano, residente nel rione Villa Carmine, zona soggetta a frequenti cali di pressione idrica.

Il montesilvanese, che abita al civico 24 di via Garonna, si fa portavoce di un disagio avvertito nella palazzina nella quale vive con numerose altre famiglie dove, soprattutto d’estate, gli inquilini sono costretti a fare i conti con una fornitura idrica a singhiozzo.

«Da circa cinque anni», racconta D’Urbano, «io e altri inquilini della mia palazzina, come altri che abitano in via Garonna, immancabilmente nei fine settimana invernali, e per giornate intere nel periodo estivo, restiamo senza acqua. Il problema deriva dal fatto che la nostra strada, che si trova in periferia, è servita da una conduttura finale dell’acquedotto, pertanto basta un consumo eccessivo durante l’estate e una riduzione nel periodo invernale, che i nostri rubinetti restano a secco per giorni interi». Una problematica più volte evidenziata agli enti preposti dai residenti che, tuttavia, in tanti anni, non sono riusciti a risolvere neppure uno dei disagi lamentati.

«Le segnalazioni al numero verde dell’Aca e ai rappresnetanti del Comune», prosegue D’Urbano, «a tutt’oggi, non sono servitea nulla, se non per un breve periodo (circa quindici giorni) in cui i tecnici dell’Aca hanno realizzato un bypass provvisorio per allacciare l’impianto alla condotta centrale di via Fosso Foreste».

L’intervento, tuttavia, è stato solo temporaneo e i residenti di via Garonna, tra i quali anziani e invalidi, sono stati ben presto nuovamente costretti «a dover fare i conti con la carenza di acqua». Per questo D'Urbano, a nome di tutti gli utenti interessati dal disagio, chiede all'Aca un intervento definitivo sulle condutture, tale da consentire un'erogazione idrica costante in qualunque periodo dell'anno. Intanto l’Aca, nell’arco di qualche giorno, provvederà alla sospensione del servizio nei confronti di tutti gli utenti non in regola con il pagamento, e che quindi dovranno pagare nuovamente l’allaccio per un importo di 50 euro. (a.l.)

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