Sesto rogo alla Marina, è allarme Il sindaco: nessun dubbio sul dolo

19 Luglio 2022

Ancora fiamme in via Torre Costiera, vigili del fuoco e Protezione civile fronteggiano gli incendi Perazzetti: «Ormai non è una casualità». Melchiorre e Fabbiani: «Mancano i controlli capillari»

CITTÀ SANT’ANGELO . Sei roghi in due settimane, l’ultimo ieri mattina, in una macchia verde, a ridosso del mare. Una circostanza che non fa altro che avvalorare la pista dolosa per gli incendi che stanno colpendo i 21 ettari di vegetazione in via Torre Costiera a Città Sant’Angelo. Il primo episodio, quello più importante, si è verificato lo scorso 5 luglio, con almeno tre punti d’innesco trovati dai soccorritori. L’ultimo, come detto, ieri mattina, più contenuto, ma non per questo meno preoccupante.
«Stavolta il fuoco è partito da una macchia verde e si è spinto verso il mare», spiega il sindaco angolano Matteo Perazzetti, arrivato sul posto insieme agli uomini della Protezione civile e ai vigili del fuoco, che nel giro di qualche ora sono riusciti a domare le fiamme per poi bonificare la zona. «L’origine dolosa appare ormai acclarata», prosegue il sindaco. «Sei incendi in sei punti diversi, nella stessa zona, non sono una casualità».
Più difficile, almeno per adesso, capirne i motivi: le ipotesi possono essere varie, dal “divertimento” dei piromani fino al dispetto verso i proprietari di quei terreni. I 21 ettari infatti appartengono tutti a privati cittadini e l’intera macchia è quasi interamente terreno edificabile. «Non saprei, preferisco non addentrarmi in questo genere di discorsi su cui indagano gli inquirenti. È vero che quei terreni sono privati ed edificabili, ma immaginare altro per me è impossibile. Posso dire che all’interno dell’area è presente un camping abbandonato così come altri casolari, che però fino a ora non sono stati toccati dalle fiamme».
Nel frattempo però l’allarme rimane altro: «Abbiamo una pattuglia della Protezione civile che continua a perlustrare la zona, soprattutto per essere pronta a intervenire in caso di emergenza. Lì dentro ci sono tante stradine piuttosto nascoste che poi sboccano sul mare: una conformazione che aiuta la fuga e rende il lavoro delle forze dell’ordine ancor più complicato». Spettrali le immagini scattate all’interno della zona verde con punti ormai inceneriti: così si presenta la zona a ridosso dell’ex camping.
Proprio sul tema prevenzione, nel pomeriggio di ieri è arrivata una nota congiunta dell’opposizione che si dice meravigliata «dalla mancanza di una capillare attività di controllo per la sicurezza di quella parte del territorio con un presidio fisso, soprattutto dopo la pubblicizzazione, due estati fa, dell’installazione di telecamere di videosorveglianza», si legge in una nota firmata da Antonio Melchiorre del Partito democratico e Alice Fabbiani di Sinistra italiana. I due poi puntano il dito anche sull'introduzione, proprio in quel punto, dei parcheggi a pagamento sostenendo che «al Comune interessa più fare cassa che la cura del territorio». Accuse a cui Perazzetti replica: «Le telecamere sono state installate perché via Torre Costiera era interessata da numerosi furti, che in seguito sono sensibilmente diminuiti. Per coprire invece i 21 ettari di vegetazione servirebbero centinaia di telecamere. Evidentemente chi scrive queste cose o non conosce la funzione della videosorveglianza o vuole solo fare demagogia politica». E sui parcheggi blu: «Con i posti a pagamento assicuriamo un ricircolo dei mezzi e un incasso di circa 42mila euro annui all’ente. Dall’altro lato, lungo tutta via Torre Costiera sono presenti numerosi parcheggi bianchi».