Sevel festeggia i 5 miliardi del piano Manley

30 Novembre 2018

Investimenti in tutti gli stabilimenti italiani, compreso quello di Atessa. Ieri a Torino l’incontro con l’ad

ATESSA. Rivoluzione Manley. È quello che ci si attende ad Atessa in Sevel, il più grande stabilimento europeo per veicoli commerciali leggeri, dopo l’incontro dei sindacati, ieri a Torino, con Michael Manley, amministratore delegato del colosso Fiat-Chrysler. Manley, a dispetto delle ultime tendenze della casa torinese, soprattutto entro i confini italiani, ha sciorinato subito un piano di attacco: 5 miliardi di euro di investimenti negli stabilimenti italiani, 13 nuovi modelli e spazio all’elettrico. E la eco si ripercuote positivamente anche su Sevel che, da parte sua, era già l’unico stabilimento italiano del gruppo a consegnare numeri positivi. Secondo quando riferito dal segretario provinciale Fismic, Roberto Di Maulo in Sevel, fabbrica dei record che produce i Ducato Fita in joint-venture con i francesi di Psa (Peugeot-Citroen) che realizzano i veicoli Boxer e Jumper, «ci sarà l’aumento della capacità produttiva con l’aumento dei turni lavorativi per far fronte alla crescente domanda del mercato. Per tutti i modelli ci sarà la versione ibrida, elettrica e plug-in». Notizie che scuotono lo stabilimento che occupa oltre 6mila dipendenti e che produce da solo un terzo del Pil abruzzese. Nemmeno nella florida era Marchionne si era sfondato il tetto dei 15 turni, ricorrendo sistematicamente, così come prevede il contratto collettivo specifico Fiat, a turni extra di sabato e domenica. E Sevel, nella galassia Fiat degli stabilimenti italiani, ha sempre rappresentato un’anomalia dal punto di vista dei turni: 15 turni (mattina e pomeriggio e per la notte turno fisso destinato ai soli volontari) contro i 18 degli altri stabilimenti. Con la prospettiva disegnata dall’ad Manley qualcosa andrà dunque cambiato. Se il turno notturno, intoccabile per come è stato gestito finora, resta destinato ai volontari , significa che bisognerà rendere il sabato giornata lavorativa fissa e non più a straordinario. Un’ipotesi che si abbatterà come uno tsunami su tutto l’indotto che già arranca dietro ai ritmi sostenuti di Sevel. «Dall’incontro a Torino», commenta il segretario provinciale Fismic, Gianluca Gagliardi, «emerge una parola d’ordine: continuità. Mentre altri colossi dell’automotive annunciano esuberi di oltre 14mila lavoratori in Italia, Fca consolida sia la produzione che l’occupazione. Il nostro compianto Marchionne sembra aver indicato la via da seguire a Manley e dare seguito a ciò che abbiamo sempre sostenuto. Come Fismic ci faremo trovare pronti e siamo pronti a fare la nostra parte anche sul rinnovo del contratto». Per quanto riguarda il piano illustrato alle organizzazioni sindacali Manley ha parlato chiaro: Tre gli stabilimenti dove gli investimenti partiranno subito: Melfi, Mirafiori e Pomigliano. A Melfi verrà introdotto il modello Jeep Compass, a Mirafiori sarà prodotta la 500 con motore elettrico e a Grugliasco si procederà al restyling degli attuali modelli; a Pomigliano prosegue la produzione della Panda (con l’introduzione della versione ibrida), e sarà installata la nuova linea per il mini suv a marchio Alfa.
Daria De Laurentiis