Sfiducia a Paolini: il presidente vuole il consiglio segreto

22 Novembre 2015

Francavilla, è polemica in vista del voto di martedì L’opposizione: sì alla seduta pubblica, intervenga Luciani

FRANCAVILLA. Il presidente del consiglio comunale Rocco Paolini contesta la discussione in seduta pubblica della mozione di sfiducia nei suoi confronti, presentata dai consiglieri d’opposizione, e chiede che la questione sia affrontata in seduta segreta. Il consiglio delle polemiche è fissata alle 19 di martedì prossimo.

Nella mozione, i consiglieri di minoranza Franco Moroni e Daniele D’Amario (Forza Italia), Alessandro Mantini (Viva Francavilla), Stefano Di Renzo e Donato La Barba (Pd), accusano Paolini di aver violato, nel suo ruolo di presidente, i doveri di istituzionalità politica previsti dalla carica che riveste, favorendo la maggioranza del sindaco Antonio Luciani, di cui fa parte. Pertanto, i 5 esponenti d’opposizione ne hanno chiesto la revoca . Paolini, però, non sembra intenzionato a discutere la questione a porte aperte. «Abbiamo preso conoscenza di una nota ufficiale di Paolini, indirizzata al vice presidente Carmine Cappelletti, con la quale cerca di evitare che la mozione di sfiducia che lo riguarda, venga discussa in una seduta pubblica», affermano i consiglieri d’opposizione. «Paolini chiede che il consiglio si svolga in seduta segreta, senza la possibilità di registrazione audio-video degli interventi. Un chiaro tentativo di ostacolare un processo di trasparenza al quale egli non può sottrarsi. Infatti, l’articolo 25 del regolamento del consiglio comunale al quale Paolini si riferisce, a nostro giudizio non è applicabile al caso di specie. La mozione di sfiducia riguarda la figura istituzionale del presidente e le inadempienze e omissioni, che una parte dei consiglieri ritiene di imputargli: non si tratta di una questione personale ma istituzionale. La discussione sulla mozione di sfiducia deve essere fatta alla luce del sole, così da consentire la massima trasparenza ed il massimo coinvolgimento di tutti i cittadini interessati». I 5 si appellano al sindaco Antonio Luciani: «Rimanendo fedele ai concetti di trasparenza tanto decantati, non avalli la richiesta di Paolini, che ancora una volta dimostra di non essere idoneo a ricoprire un ruolo tanto delicato e importante come quello di presidente del consiglio».

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