«Sfiorata la disgrazia, le scuse non bastano»

14 Novembre 2017

Il padrone del labrador sbranato: erano tre furie, mio figlio di 10 anni è intervenuto per difendermi

SAN GIOVANNI TEATINO. «Mio figlio è sotto choc, domenica si è comportato da eroe, ha rischiato la vita per difendere me e il suo cane. Ma se ripenso a quello che poteva succedere, oltre a tutto, mi vengono i brividi». Claudio Di Giovanni è il proprietario di Zoe, la labrador di 19 mesi aggredita fino a morirne dai due pitbull e dall’American Stafford scappati dalla casa di fronte alla loro. «Quei cani li conoscevo bene, li vedevo tutti giorni», racconta Di Giovanni, «ci abbaiavano ogni volta che passavamo. Sono convinto, e me l’ha confermato anche un’esperta, che abbiano attaccato Zoe per gelosia».
Secondo il racconto di Di Giovanni, i tre cani si stavano azzuffando con un lassie e un cane di piccola taglia quando, alla vista della labrador al guinzaglio con il padrone «si sono avventati contro di lei. In tre secondi hanno fatto i venti metri che ci separavano solo per azzannare Zoe. L’hanno aggredita da tutte le parti», va avanti il padrone, «mentre io tiravo calci ai pitbull e chiedevo aiuto disperatamente. Ma era domenica, c’erano poche macchine in giro, ho cercato di lottare da solo fino a quando mio figlio che stava giocando nel cortile di alcuni amichetti mi ha sentito gridare ed è corso direttamente verso di me. Quando l’ho visto mi sono terrorizzato, mio figlio piangeva disperato mentre Zoe era già sfinita per terra. Io gli ho urlato di scappare ma lui prima si è allontanato e poi è tornato con un bastone che gli ha dato una vicina. E con quello è tornato a colpire in testa i cani per salvare Zoe. Ma i pitbull erano talmente presi dal sangue che non mollavano la presa, c’era chi si fermava con le macchine per paura, chi invece è arrivato con i bastoni, i rastrelli del giardino, hanno perfino tolto un palo della segnaletica stradale per colpirli, ma i pitbull continuavano fino a quando è arrivato il fratello del proprietario che li chiamava per nome e intanto li colpiva anche lui con un bastone e così è riuscito a fermarli, ma uno è scappato e l’hanno recuperato dopo un’ora».
A terra, in una pozza di sangue, è rimasta la labrador. «Dopo un quarto d’ora di questo attacco Zoe era praticamente morta, l’abbiamo portata immediatamente alla clinica veterinaria e lì è morta dopo pochi minuti di sala operatoria». Un dramma proseguito con le lacrime del bambino e della sorella che avevano ricevuto Zoe in regalo a maggio del 2016, per la loro prima comunione. «Mio figlio è sotto choc, non ha dormito, non ha mangiato, non è andato a scuola con ela sorella. A fatica sono riuscito a mandarlo all’allenamento, ma è stravolto, lo siamo tutti in casa. Mia moglie dal veterinario è svenuta». Quanto alle scuse della famiglia Masciarelli, Di Giovanni, che ha denunciato il fatto ai carabinieri, conferma: «Sì è venuto Palmiro Masciarelli la sera stessa a chiedere scusa, ma non basta, perché poteva succedere una disgrazia. Quei cani sono armi da guerra, non si possono tenere solo per la guardia, perchè basta un attimo e, come domenica, succede quello che avevo sempre temuto». (s.d.l.)