Sfollati, le case ci sono: ma luce e gas costano troppo

26 Gennaio 2018

Dopo 7 mesi in albergo, l’Ater ha assegnato nuovi alloggi alle famiglie di Rancitelli Vanno, però, prima pagati utenze e trasloco. E qualcuno si è rivolto agli strozzini

PESCARA. Ha prima chiesto aiuto alla parrocchia e poi è finita nelle mani degli strozzini. Sfollata dal 4 luglio scorso dagli edifici pericolanti di via Lago di Borgiano, una famiglia di cinque persone ha bisogno di soldi, circa 1200 euro, per pagare le utenze di luce, gas e acqua e le spese di trasporto degli arredi nel nuovo alloggio assegnato loro dall’Ater dopo sei mesi e mezzo vissuti nell’hotel Holiday di Porta Nuova a spese del Comune, con i fondi della Protezione civile.
Il caso degli sfollati (84 famiglie, 236 persone) di via Lago di Borgiano è seguito dal Sunia, sindacato degli inquilini -sezione di Pescara - diretto da Giuseppe Carminelli che ha annunciato: «Metteremo i nostri legali a disposizione delle famiglie per la richiesta di un risarcimento danni morali e materiali. Tra gli inquilini c’è rabbia, esasperazione, rassegnazione e litigano tra loro, una situazione che sta diventando esplosiva, Comune e Ater devono velocizzare gli iter di riconsegna degli appartamenti».
Dovrebbe gioire perché ha ottenuto ciò che tanti altri ancora aspettano: una casa. Invece piange e si dispera Silvana Di Francesco, ultrasessantenne che, insieme al marito invalido Giovanni Starinieri e ai tre figli, sta cercando in tutti modi di trovare la cifra necessaria che consentirebbe alla famiglia di entrare in un appartamento di 76 metri quadrati (contro gli 83 della precedente abitazione) al civico 7 di via IV Novembre, a Zanni. «Abbiamo anche le chiavi», urla Silvana mentre si asciuga le lacrime con le mani, seduta nei saloni dell’Holiday che da oltre sei mesi è la sua casa insieme alle restanti 11 famiglie per complessive 27 persone, «ma non possiamo entrarci perché non abbiamo i soldi per pagare gli allacci di luce, gas e acqua, 300 euro, e la ditta di trasporti, 900 euro. Tutte spese a carico nostro. Al danno dello sfratto, la beffa. Mi hanno tolto la casa, me la ridanno dopo sei mesi e non posso entrarci. Siamo in cinque a vivere con 500 euro al mese. Abbiamo chiesto aiuto alla parrocchia di Villa del Fuoco, ma non hanno fondi a sufficienza. Ci siamo rivolti agli strozzini. Me li danno i soldi, ma li rivogliono raddoppiati entro quindici giorni. Non sappiamo che fare». Il marito, Giovanni, aggiunge: «Durante le feste nessun amministratore si è fatto vivo per portarci panettone e spumante. Ci hanno lasciati soli, non abbiamo avuto neppure il conforto del rispetto delle tradizioni».
Nella stessa situazione si trovano gli altri assegnatari. Filomena Di Norscio è madre di due figli disabili, entrambi ultrasessantenni. Due settimane fa ha compiuto 91 anni: «La mia paura è morire qui dentro. Giorni fa mi sono sentita male», racconta l’anziana donna, di carattere, «mi hanno portato in ospedale ma ho dovuto rifiutare il ricovero perché non ho nessuno che accudisca i miei figli. Io ho una protesi alle gambe, non posso camminare, nè salire su un autobus».
Maria Gargivolo è una madre con un figlio di 30 anni a carico (l’altra ne ha 33 ma è sposata e vive altrove). Ha lo sguardo spento e fatica a contenere le lacrime: «A me non interessano i giochi della politica, mi hanno tolto la casa e me la devono ridare. Il Comune e l’Ater dovrebbero fare una convenzione con una ditta di trasporti, per noi è complicato cercarne una a prezzi modici. E poi, comunque, non è giusto che le utenze siano a nostro carico, gli amministratori ci hanno buttato fuori di casa, dovrebbero pensarci loro».
Al dramma di aver perso la casa (e quel che resta dopo i ripetuti furti negli alloggi di via Lago di Borgiano, nel rione Rancitelli) ancora più forte è la paura di non trovare i denari per rientrare nei nuovi appartamenti, che per tanti è ancora un miraggio.
Pierluigi Cianci, 41 anni, dopo lo sfratto è rimasto per oltre due mesi in un altro albergo: «Ma è stato un inferno, dovevamo contenderci persino i bagni che si trovavano in corridoio. Lavoro in un’impresa di pulizia e percepisco 500 euro al mese di stipendio. Un amico mi mette a disposizione la lavatrice una volta a settimana per lavare i panni e al mercato compriamo i vestiti. Voglio un alloggio tutto mio, ma se me lo danno non so come fare a pagare le spese». Il Sunia torna a chiedere «la requisizione degli immobili ad uso abitativo: ce ne sono 40 tra San Donato e Rancitelli oltre a tutti quelli che metterebbe a disposizione l’Ance, l’associazione dei costruttori. Invece il Comune si ostina a spendere 40 euro al giorno per ciascun ospite in albergo. In questo momento gli sfollati all’Holiday costano oltre 32 mila euro al mese», conclude Carminelli.
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