Sfrattati, minacciano di incatenarsi in Comune

Francavilla: protesta di due famiglie, un uomo vive dentro l’auto da un mese Il vice sindaco: «Ogni anno investiamo 250mila euro per aiutare chi ha bisogno»
FRANCAVILLA. Due famiglie hanno protestato davanti all'ingresso del Comune, chiedendo un aiuto per la loro condizione precaria. Da un lato marito e moglie, con tre figli, tra cui due minorenni e una ragazza in stato interessante, colpiti da un provvedimento di sfratto fissato per il prossimo 14 dicembre. Dall'altro un uomo, anche lui padre di due figli, che, dopo la separazione dalla compagna, prima ha passato nove mesi in un bed and breakfast e adesso, da oltre 30 giorni, vive in una macchina. Quello che chiedono, loro come molte altre persone che si trovano in situazioni analoghe, è un aiuto e un alloggio.
«Rischiamo di finire in mezzo alla strada se nessuno ci dà ascolto», dice N.C., che insieme alla moglie G.L. vive con l'incubo dello sfratto. «Ci siamo rivolti all'assistente sociale, al sindaco, al vice sindaco, non sappiamo più che cosa fare. Tante promesse e zero fatti, anzi adesso quando ci vedono cercano di evitarci. Abbiamo ricevuto un contributo di 750 euro a febbraio, poi il nulla. Ma come facciamo a vivere?», si domanda con gli occhi persi nel vuoto, «Sono anni che siamo in graduatoria per un alloggio popolare, ma alla fine veniamo sempre scavalcati da persone che probabilmente hanno meno bisogno di noi. Si spendono tanti soldi per concerti e spettacoli, senza pensare alle priorità come quelle nostre».
Poi aggiunge: «Chiediamo almeno un aiuto provvisorio, come un alloggio in un b&b, in attesa di qualcosa di più solido. Ci serve una base per poter ripartire. Se nessuno interviene, sono pronto a incatenarmi con mia moglie e i miei figli davanti al Comune. Buttiamo i materassi per terra e ci addormentiamo qui. Abbiamo già minacciato di farlo, ma la cosa non sembra interessare al vice sindaco Buttari».
Accanto a lui c'è C.P.: «Nel 2014 ho perso il lavoro, mi sono separato dalla mia compagna e da lì sono iniziati i miei guai. Ho vissuto per quasi un anno tra un b&b e l'altro, adesso mi ritrovo a dormire dentro una macchina. Per farmi una doccia devo chiedere ospitalità ad alcuni amici, è una situazione insostenibile. Se chi di dovere continua a far finta di nulla, mi butto la benzina addosso e mi do fuoco. Sono esausto».
Tuttavia, la complicata situazione di queste due famiglie rappresenta solo il punto più critico di un’emergenza sociale presente in città, come spiega il vice sindaco Francesca Buttari: «Intanto diciamo che per questi casi, nel primo è stato erogato il massimo del contributo annuo previsto e nel secondo stiamo comunque cercando di aiutare una persona che non ha nemmeno i requisiti per richiedere assistenza sociale. Tuttavia, proviamo a fare il possibile e anche di più. A Francavilla abbiamo numeri significativi, a partire dagli sfratti che non sono meno di 30 ogni anno. Da quello che ci risulta ci sono almeno 150 utenti che hanno accesso al Rei (Reddito di inclusione), di competenza dell'Inps, mentre ad altri 200 viene erogato il contributo annuo, che consiste in una somma una tantum dell'importo massimo di 750 euro», spiega il vice sindaco, «Il nostro Comune investe circa 250mila euro ogni anno tra borse e contributi da destinare alle persone che hanno bisogno, una cifra ragguardevole che evidenzia il nostro impegno sociale. A questo dobbiamo aggiungere almeno altri 50mila euro di spesa per coprire i costi dei 12-15 ricoveri che ogni anno registriamo in strutture come bed and breakfast o simili». Quindi conclude: «Ci sono tante persone che si rivolgono a noi alle quali proviamo a dare una mano, per quanto possibile. Molte di loro chiedono assistenza in punta di piedi, qualche altro lo fa in maniera più rumorosa, ma come detto noi proviamo ad aiutare tutti».
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