Sfratti degli abusivi: «I fondi non bastano»

8 Settembre 2019

Pettinari contro la Regione: risorse sufficienti per 30 sgomberi

PESCARA. Sono stanchi anche di denunciare. Gli inquilini delle case Ater di via Passo della Portella - via Rigopiano sono sfiduciati e non sanno più cosa fare per richiamare l'attenzione della Regione e dell’Ater. Ma non sono gli unici a lagnarsi: con loro ci sono gli inquilini delle case Ater di altre zone della città, da San Donato a Fontanelle. Li affianca in questa battaglia, come è sempre stato, il consigliere regionale e vicepresidente del Consiglio Domenico Pettinari che ieri mattina ha incontrato i residenti di varie zone nel piazzale delle case Ater di via Passo della Portella.
E con loro ha lanciato il suo ennesimo allarme sollecitando «un intervento deciso contro gli abusivi, contro chi usa le case popolari per delinquere e contro chi arriva perfino a sub affittare le camere dando vita a un bed and breakfast dell’illegalità, come avviene a Borgo Marino Nord».
Pettinari chiede che «venga sfrattato chi non ha o non ha più diritto alla casa, tutelando le povere persone». Ma sa già che è impossibile realizzare questo progetto nella sua interezza perché «i 400mila euro stanziati dalla Regione per liberare le case popolari dagli abusivi sono sufficienti per una trentina di sfratti in tutto l’Abruzzo. E invece soltanto nella città di Pescara ci sono circa 150 abusivi». Poi, dice sempre il rappresentante del M5s, «non bastano i blitz ad orologeria perché dopo poche ore tutto torna come prima, tra occupazioni, spaccio, violenze e minacce nei confronti dei vicini perbene».
Per il vicepresidente del Consiglio regionale servono «dei presidi fissi di polizia, con la presenza delle forze dell'ordine 24 ore al giorno nei punti più pericolosi della città e quindi in via Rigopiano, al “ferro di cavallo” di Rancitelli, a Fontanelle e al centro. Non si può pensare», prosegue, «di affidare questo compito alla polizia locale perché gli agenti non hanno la dotazione necessaria (ad esempio i guanti anti-taglio) e non sono formati per occuparsi di criminalità».
Che il presidio fisso sia una soluzione è provato, prosegue Pettinari ricordando la «sperimentazione del 2011 a Fontanelle: ha funzionato e in quel periodo gli spacciatori erano ridotti in povertà. Ora, invece, c'è la sensazione che in alcuni punti di Pescara il controllo del territorio sia nelle mani di chi delinque e non delle istituzioni». Lo dimostra il fatto che i cittadini non denunciano, hanno paura, come è accaduto questa estate in una rissa in via Passo della Portella: le vittime dei più violenti di questo rione sono finite in ospedale solo per aver segnalato il volume della musica troppo alto ma hanno preferito non rivolgersi alle forze dell’ordine.
A Pettinari si sono uniti ieri mattina i consiglieri comunali Erika Alessandrini, Massimo Di Renzo e Paolo Sola che sperano «nell'intervento del Comune» oltre ad invocare «una presenza costante delle forze dell'ordine» o, nella peggiore delle ipotesi, «dei vigili». A chi dovesse rispondere che è difficile prevedere qualcosa per le case popolari per mancanza di fondi, Alessandrini fa notare che è «importante decidere come spendere i soldi» perché per la riqualificazione di via Pantini, ad esempio, si investe un milione e 400 mila euro mentre per le telecamere la spesa prevista è di un milione e 600 mila euro (ma «le telecamere, da sole, non sono sufficienti a contrastare la criminalità»). «Il Comune deve prendere posizione», dice Alessandrini invitando «il sindaco ad effettuare un sopralluogo». Dello stesso avviso anche Di Renzo che denuncia «la mancanza di volontà politica» a risolvere questi problemi e ricorda che il Movimento aveva chiesto «l'istituzione in Comune di un ufficio per le periferie» ma l'idea di creare una rete con altri uffici è stata bocciata. «È chiaro che i cerotti non bastano più», osserva Di Renzo. «E questa situazione non è procrastinabile» conclude Alessandrini mentre una inquilina di via Passo della Portella, Annunziata Zampone, mostra lo scempio che deve sopportare sotto casa. Nello scantinato del civico 88/1 «c’è un accumulo di rifiuti che nessuno rimuove ma vivere sopra a questo scempio è impossibile, per sporcizia, topi e insetti». E ora, con le piogge autunnali, si avverte forte la mancanza di manutenzione. «Qui piove nelle case e la grandinata del 10 luglio ha aggravato i problemi di sempre», fa notare Pettinari. Al quarto piano del civico 88/6 di via Passo della Portella, nell'appartamento di Margherita Patano, ci sono chiazze di umidità ovunque perché il tetto dell’edificio non esiste più e «quando piove bisogna mettere una vaschetta per raccogliere l'acqua che scende dalla cucina. Un altro buco è lungo le scale e anche da lì entra acqua dal tetto, quando piove».
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