Sfratto a Fontanelle: ma ci sono altri 30 inquilini abusivi

31 Ottobre 2019

Pettinari: «I soldi stanziati dalla Regione non bastano» Trovata casa a una sfollata di Rancitelli: abiterà a Zanni 

PESCARA. Sfratti in corso, da parte di Ater e Comune, per mandare via gli occupanti abusivi. Ma non tutti vanno a buon fine. A via Rigopiano, zona ospedale, due sono andati falliti a distanza di tre giorni, l’uno dall’altro.
E ieri a Fontanelle, via Caduti per Servizio, ne è stato «eseguito uno solo a fronte di 30 occupanti abusivi» è la segnalazione di Domenico Pettinari, vice presidente del consiglio regionale (M5s), che sugli sgomberi non molla e tiene d’occhio i quartieri con l’aiuto dei cittadini. Per scoprire anche che gli abusivi in procinto di «levare le tende, stanno portando via anche le finestre di casa».
Contemporaneamente, dopo la denuncia al Centro degli sfollati (4 luglio 2017) di via Lago di Borgiano, che hanno lamentato di essere «chiusi in albergo da 27 mesi», il Comune preme sull’acceleratore burocratico e riavvia, dopo un periodo di stop, la distribuzione delle case. L’ultimo alloggio, in via Carlo Alberto Dalla Chiesa, a Zanni, è stato assegnato ad Antonella Mancinelli, operatrice socio-sanitaria, e sua madre Lucia D’Angelo, 86 anni, che stanno già traslocando dall’hotel Holiday dove hanno vissuto per due anni e tre mesi insieme a tanti altri sfollati, alcuni dei quali ancora ospiti dell’hotel sul lungomare Cristoforo Colombo. La Mancinelli, settima nella graduatoria delle case popolari, aveva rifiutato diversi appartamenti fuori Pescara, alcuni senza ascensore, particolare non indifferente con un familiare anziano e malato a carico. Al Comune ha chiesto un alloggio idoneo per lei e sua madre disabile ed è stata accontentata.
Sul metodo di sgombero degli edifici, da parte di Ater e Comune, Pettinari esprime una serie di dubbi. E in una nota attacca: «Si agisce poco e male. Un nuovo sfratto, due giorni fa, nelle palazzine fatiscenti di via Rigopiano è finito con un buco nell’acqua per ragioni da chiarire e l’occupante, anche in questo caso, non è stato rimosso dall’abitazione, esattamente come accaduto qualche giorno fa per un altro inquilino abusivo». Inoltre, «parrebbe che qualcuno di quelli che stanno levando le tende si starebbero portando via anche le finestre delle case» che stanno sgomberando per trasferirsi altrove. Questa operazione, il vice presidente del consiglio regionale, la chiama «furto ai danni della collettività perché trattasi di patrimonio pubblico e tutto ciò accade nel silenzio e nell’impotenza dell’Ater». Pettinari sostiene che i fondi, 400mila euro, stanziati dalla Regione per effettuare gli sfratti «non bastano». La cifra «è inconsistente e il bilancio mette nero su bianco una proporzione che è ben lontana dal rappresentare una soluzione per i quartieri a rischio».
Tocca, quindi, Pettinari, il tasto esplosivo di Fontanelle: «È una zona molto pericolosa», incalza, «ricorderanno tutti quella che fu definita la “stagione degli attentati” in cui fu bruciata la macchina di Nello Raspa, presidente dell’associazione “Insieme per Fontanelle” e dati alle fiamme numerosi citofoni dei cittadini che scendevano in piazza a manifestare contro la criminalità dilagante». Ebbene, «in un quartiere così la Regione Abruzzo» ha «stanziato fondi per un solo sfratto a fronte di 30 occupanti abusivi, fallendo ancora sulle case popolari», conclude il consigliere.