Sfratto alla Caritas I pasti per i poveri all’ex Artigianluce

13 Aprile 2018

Il Comune prosegue la politica di taglio delle spese L’assessore Cilli: «Cercheremo una sede più idonea»

MONTESILVANO. Dopo circa 15 anni chiude i battenti il centro Caritas della parrocchia di Sant’Antonio su corso Umberto. In questi giorni i volontari del servizio stanno sgomberando i locali dove le famiglie bisognose del centro si recano per ricevere sostegno, assistenza e vestiario. All’origine dello smantellamento della sede della Caritas, facente capo alla chiesa di via d’Annunzio, la decisione dell’amministrazione comunale di razionalizzare i locali in affitto e ridurre le spese a carico dell’ente. La mannaia della spending review, che ha portato gli uffici del Comune a disdire diversi contratti di affitto a luglio dello scorso anno, si è abbattuta, dunque, anche sulla Caritas che il 31 dicembre 2017 avrebbe già dovuto lasciare liberi i locali. Sembra però che per via di una mancata comunicazione ai diretti interessati, il contratto sia stato prorogato per qualche mese. Ma ora è arrivato il momento di andare via. Nel frattempo è stata avviata una fitta interlocuzione tra il responsabile del centro, Luciano Di Francesco, il sacerdote, don Nando Pallini, e l’amministrazione per cercare una soluzione che non penalizzasse le famiglie in difficoltà.
A seguire da vicino la faccenda l’assessore Paolo Cilli che evidenzia come ci sia, da parte della giunta, tutta la volontà di dar seguito all’operato dei volontari, anche alla luce del fatto che quello gestito dalla Caritas parrocchiale di Sant’Antonio è l’unico servizio che si occupa anche della consegna del vestiario a chi è in difficoltà. «Sono state avanzate diverse ipotesi finora», rivela, «come il trasferimento del centro in un locale comunale di via Verrotti, o all’interno dell’ex Artigianluce dove attualmente sorge l’emporio solidale e la mensa dei poveri. Il tutto per consentire ai volontari di continuare a svolgere questo importante servizio per le famiglie in difficoltà. Il problema, però, è che trattandosi di un centro parrocchiale, il locale non può essere collocato in altre zone della città diverse dal centro». Ma l’amministrazione e la Caritas sono già a lavoro per trovare una soluzione a questo problema. «A breve», aggiunge Cilli, «organizzeremo un incontro anche con il direttore della Caritas diocesana don Marco Pagniello, per valutare la possibilità di trasformare il servizio parrocchiale attuale in un centro interparrocchiale che si occupi della gestione del vestiario in tutta la città, così da superare i vincoli territoriali e aumentare, oltre all'offerta per le famiglie, la possibilità di trovare una sede idonea».
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