Sfruttano le ragazze, 12 anni di carcere
Condannati il capo e il complice di un’organizzazione italo-romena che favoriva la prostituzione nella zona sud di Pescara
PESCARA. Nell'ottobre del 2013 la squadra mobile di Pescara sgominò una banda italo-romena specializzata nel favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. Ieri, per due di loro, anche se a distanza di oltre cinque anni, è arrivata la sentenza di condanna dei giudici del tribunale di Pescara. Sette anni di carcere sono stati inflitti a Viorel Verdesan, alias Badea e Berlusconi, mentre il suo compare e connazionale, Ionel Craciun, è stato condannato a 5 anni e 3 mesi di reclusione: a carico dei due c'erano anche i reati di lesioni personali, estorsione e minacce. Assolti invece, per non aver commesso il fatto, altri due romeni: Alin Radu e Motoi Cosmina. I fatti si riferiscono a un lungo periodo compreso tra il 2008 e il 2013. Verdesan era considerato dagli investigatori il capo di un'organizzazione dedita appunto allo sfruttamento della prostituzione nella zona sud di Pescara. Nel corso delle indagini durate un anno, gli inquirenti hanno accertato che l'organizzazione pretendeva dalle lucciole una tassa di esercizio di 50 euro al giorno, oltre al fatto di essere costrette a consegnare alla banda parte dell'incasso, e quelle che si opponevano venivano minacciate di morte, vessate e aggredite. Decisive, ai fini dell'indagine, sono risultate le denunce di alcune prostitute: «Se non pagate», dicevano alle ragazze, «vi faccio morire tutte quante, vi bevo il sangue». Il padrone della notte, Verdesan, girava in macchina scortato dal fratello e da un altro connazionale. Dalle ragazze che lo denunciarono veniva descritto come un esattore spietato. Secondo l'accusa, si trattava di una vera e propria gestione imprenditoriale con la quale, oltre alla "tassa di occupazione", richiesta a chi voleva prostituirsi nelle zone sotto il controllo di Verdesan, il romeno sfruttava una ventina di ragazze: ognuna di loro fruttava all'aguzzino dai 3.000 ai 5.000 euro al mese. Uno spaccato piuttosto squallido, l'altra faccia della vita notturna della città in cui le donne venivano chiamate "paperelle": i romeni le sfruttavano facendole prostituire lungo viale Marconi fino a via della Bonifica, passando anche per via della Pineta fino a San Silvestro. Verdesan e Craciun offrivano alloggio alle donne sfruttate, le accompagnavano sul posto di lavoro e, a fine serata, le costringevano a consegnare loro parte dell'incasso. Gli investigatori svolsero un lavoro certosino filmando anche i clienti e le loro autovetture: clienti che vennero anche ascoltati dalla polizia.

