Sgarbi smonta il caso: nel Cristo di Manoppello c’è il volto di ogni uomo

6 Settembre 2020

Il critico d’arte ha lasciato un messaggio che smorza le polemiche dopo la sua visita nella basilica. Padre Cucinelli: messaggio rispettoso

MANOPPELLO . Il professor Vittorio Sgarbi ha lasciato un messaggio scritto sul libro degli ospiti del Volto Santo: “Nel Cristo di Manoppello, il volto di ogni uomo. Dio è in noi”. Dopo la firma ha aggiunto: “Volevo essere qui”. Un messaggio chiaro, senza alcuna affermazione specifica sulla "autenticità" della sacra immagine. Parole che sembrano smontare il caso scoppiato a Manoppello su un suo commento relativo all’ipotesi che il Volto Santo possa essere un dipinto. Sgarbi ha richiamato l'attenzione sul valore e sulla potenza simbolica dell’immagine, dicendo che «anche se il Volto Santo fosse un dipinto», esso stesso non avrebbe alcuna necessità di essere «definito, perché esiste a prescindere, esiste perché si è comunità di fede».
E tutto ciò, in senso ampio, conferma la singolarità e l’ irripetibiltà della sacra immagine. Con padre Carmine, rettore della basilica, durante una visita al santuario, Sgarbi ha fatto una breve allusione ad Antonello da Messina, come semplice accostamento di stile (altri lo hanno fatto in passato), che per uno storico dell’arte si tratta di meccanismi automatici di confronto, non entrando nel merito della natura e dell’identità del Volto Santo. Cosa che, per la sua complessità, richiede studi, approfondimenti. Per questo motivo e visto l’interesse mostrato da Sgarbi, padre Carmine ha donato all’illustre ospite l’edizione italiana del libro dello scrittore e giornalista tedesco Paul Badde, il docufilm di Franceschelli-Cavasinni e altro materiale.
Sgarbi ha anche visitato la mostra del Santuario, nella quale sono presenti alcuni riferimenti iconografici anteriori al 1500, complimentandosi con padre Carmine. Un parere lo ha espresso sulla basilica che ospita il Volto Santo dicendo che non è architettonicamente bella. Il pensiero religioso è stato rafforzato da quel “Volevo essere qui”. Evidentemente, Sgarbi sapeva del Volto Santo, non andando comunque oltre una espressione generica, rispetto a una storia assai complessa e non citando i tanti studi, libri e ricerche in Italia e nel mondo.
I manoppellesi, soffermandosi sulla parola dipinto, si sono risentiti, visto che in passato sono state formulate ipotesi sulla possibilità che il Sacro Velo fosse stato realizzato da «mano d'uomo». Invece, a proposito di questo si ricorda che il Volto Santo è stato al centro di un simposio internazionale promosso nel 2010 dall'Enea e tenutosi a Frascati (dal 4 a 6 maggio 2010) per approfondire e confrontare studi e ricerche sulle tre principali immagini acheropite (non fatte da mani d'uomo) e il Volto Santo fu dal forum compreso fra esse. Oltre alla Sindone e alla Madonna di Guadalupe, il forum comprese anche il Volto Santo di Manoppello (http://www.acheiropoieos.info/). Anche il superiore della basilica del Volto Santo, padre Carmine Cucinelli, si è espresso sull'episodio affermando: «Nel messaggio di Vittorio Sgarbi, lasciato sul registro degli ospiti del santuario, lo storico dell'arte ha espresso un rispettoso pensiero di taglio religioso, evitando altre valutazioni. Per altri versi, occorre ricordare che fin dal primo documento attestante la donazione del Fabritiis ai Cappucci del Sacro Velo, padre Donato da Bomba riferì come fu invano coinvolto un autorevole pittore della Provincia (dei frati) affinché replicasse il Volto Santo (Relatione Historica 1640, presentata pubblicamente nel 1646). Altri tentativi furono replicati inutilmente nel corso dei secoli».