Sgarro per lo spaccio di droga, accoltellato un giovane: è grave

Capodanno di sangue in via Lago di Capestrano: trentenne colpito al ventre, ora è in Rianimazione Trovato agonizzante dentro un’aiuola. Aggressore in fuga: la polizia passa al setaccio il quartiere
PESCARA. Accoltellato sul marciapiedi di via Lago di Capestrano per uno sgarro di droga – forse un piccolo affare – e lasciato lì a morire in un’aiuola invasa dai rifiuti. È un Capodanno di sangue quello che si è consumato nel cuore di Rancitelli. E non è la prima volta: accadde già tre anni fa. Il 1° gennaio del 2020, un 35enne fu ucciso a calci e pugni in un appartamento del Ferro di cavallo, il fortino dello spaccio. Nello stesso giorno di festa, la storia si è ripetuta anche se il Ferro di cavallo quasi non c’è più: un giovane africano, trentenne, è stato ferito al ventre ed è ricoverato all’ospedale di Pescara. Le sue condizioni sono gravi: si trova nel reparto di Rianimazione. L’aggressore è in fuga: è caccia all’uomo.
Via Lago di Capestrano, con l’asfalto ancora ricoperto dei resti dei botti esplosi nella notte di San Silvestro, si è riempita di volanti della polizia intorno alle 20 di ieri: i poliziotti si sono concentrati tutti in uno slargo vicino a un circolo privato, da una parte e dall’altra le finestre delle case popolari con le luci di Natale. Riverso a terra un ragazzo, alto e magro, capelli rasta: a Rancitelli lo conoscono quasi tutti. È uno di quelli che girano in strada per tutto il giorno e fanno la spola tra via Tavo, con l’accampamento abusivo dei palazzi ex Clerico, e via Lago di Capestrano, una delle piazze di spaccio più fiorenti della città. Un andare e un tornare costante: l’africano ferito sarebbe un “cavallo”, quasi l’ultimo anello della catena dello spaccio. Per le sue mani passano piccole dosi di eroina e crack e pochi spiccioli. Ma, in questo quartiere, anche uno sgarro di poco conto si punisce con il sangue.
In serata, all’improvviso, è scoppiata una lite in strada e qualcuno ha deciso di dare una lezione a quel ragazzo: non è chiaro quante coltellate siano state sferrate ma l’africano, trovato agonizzante nell’aiuola, aveva la zona della pancia ricoperta di sangue. Così l’hanno trovato i sanitari del 118: il giovane ha riportato ferite gravi. Indossava un giubbino bianco, ormai colorato di rosso: i poliziotti della Scientifica hanno sequestrato l’indumento. Cosa è accaduto e perché lo diranno le indagini della squadra mobile: sul posto è arrivato anche il dirigente Gianluca Di Frischia che ha guidato i poliziotti tra gli androni delle case popolari. Durante i sopralluoghi è stato trovato un coltello, ma senza segni di sangue.
Sul posto anche il consigliere regionale Domenico Pettinari, candidato sindaco civico, uno che si batte per la sicurezza di Rancitelli e nell’ultimo periodo ha denunciato la presenza di piazze di spaccio proprio a ridosso del luogo dell’agguato: «Un accoltellamento arrivato a pochi metri dal famigerato civico 15, un fortino dello spaccio», ha detto Pettinari, «questo testimonia la pericolosità della zona. Torno a ripetere che serve un pattugliamento fisso, con le forze dell’ordine e i militari a piedi: i cittadini sono terrorizzati ed esasperati. Adesso, non vorrei che qualcuno continuasse a dire che anche questa zona è tranquilla: la verità è che c’è un’emergenza sicurezza attiva e bisogna intervenire con misure emergenziali».
Intanto, è caccia all’aggressore: potrebbe avere le ore contate. Nel 2020 il caso fu risolto in fretta: quella volta, la violenza cieca fu scaricata su Marco Cervoni, colpito con calci e pugni e anche con un bastone, colpevole di non aver risposto al telefono. Per quel delitto, il condannato è Guerino Spinelli, 33 anni: in primo grado scattò la pena dell’ergastolo; in appello pena ridotta a 16 anni con la caduta dell’aggravante dei futili motivi e lo sconto del giudizio abbreviato. Un delitto efferato: fu dopo quell’omicidio che il sindaco Carlo Masci decise per l’abbattimento del Ferro di cavallo.
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