Sgomberato il bivacco dei disperati alla stazione

Mercoledì sera intervento della polizia ferroviaria dopo i blitz dei mesi scorsi Allontanati stranieri ma anche alcuni italiani che hanno perso casa e lavoro
PESCARA. Materassi, coperte, cuscini, bagagli e perfino una sveglia. Gli spazi limitrofi alla stazione ferroviaria continuano a essere meta di senzatetto che, non sapendo dove trascorrere la notte, si sistemano all'aperto, cercando rifugio sotto alla rampa di via Pavoni Bassani e nel tunnel che un tempo ospitava il parcheggio a pagamento e presto dovrebbe diventare la sede del mercatino etnico.
Mercoledì sera, questi due spazi sono stati “bonificati” dalla polizia ferroviaria che già nei mesi scorsi aveva effettuato diversi blitz nella zona per allontanare tutti coloro, ed erano decine e decine di persone, che dormivano all'esterno della stazione (visto che la stazione chiude i battenti, di notte, ed è inaccessibile). Quegli sgomberi hanno avuto l'effetto di evitare il bivacco notturno, almeno per un po' di mesi, ma ora il problema si sta riproponendo come prima, per cui sono ripresi i controlli della Polfer, diretta da Davide Zaccone. L'altra sera, sono state trovate una ventina di persone in tutto e durante il servizio, che ha riguardato anche l'area interna dello scalo ferroviario, è stato trovato un 16enne che durante il giorno si era allontanato da una comunità di Torrevecchia Teatina ed è stato riaffidato allo stesso centro.
Nel tunnel attiguo alla stazione, invece, è stato scovato un ex insegnante di religione di San Benedetto del Tronto, un uomo di 46 anni che girava senza soldi né cellulare. Da una ricerca sulla banca dati è emerso che sul suo conto era stata emessa una nota di rintraccio, essendosi allontanato da casa ad aprile. Sono stati quindi informati i familiari, e la sorella è arrivata a Pescara per riportarlo a casa. L'uomo, che soffrirebbe di crisi depressive, ha detto alla polizia di essere in meditazione spirituale e di essere arrivato a città a piedi, un po' per volta, facendo diverse tappe, anche in altre località abruzzesi. Con lui, nel tunnel, c'erano alcuni disperati che hanno allestito delle postazioni per dormire alla meno peggio e hanno occupato il gabbiotto che un tempo era la biglietteria del parcheggio a pagamento, in modo da stare più riparati. Tutti sono stati allontanati, così come hanno dovuto sgomberare romeni, africani e italiani che dormivano in via Pavani Bassani, a fianco alla stazione. Alcuni di loro non erano mai stati identificati prima d'ora, il che vuol dire che sono nuovi, in questa zona. E, una volta lasciati gli uffici della Polfer, hanno dovuto caricare tutto sulle spalle e lasciare l'area ferroviaria. Tra queste persone ci sono anche degli italiani che, non avendo più un lavoro né una casa, si ritrovano a vivere e dormire in strada.
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