Sgomberato l’ex Consorzio Denunciati 24 disperati

7 Aprile 2016

Operazione di controllo nei capannoni e nei ruderi dopo le proteste dei residenti Il sindaco: la proprietà deve murare gli accessi. Blasioli: servono altri interventi

PESCARA. Erano in 24, ieri mattina, accampati nell’ex Consorzio agrario di via Monte Camicia, a un passo da via del Circuito. Vivevano nel degrado, in mezzo ai ruderi cadenti e circondati dalle abitazioni della zona. Si tratta di un gruppo di disperati, con qualche italiano e quasi tutti stranieri, nessun bambino. Dopo le proteste dei residenti, nei fabbricati sono arrivati poliziotti, carabinieri, vigili urbani e 118 per sgomberare la zona: i 24 sono stati denunciati per invasione di edifici.

«È un’area diventata pericolosa anche per chi l’aveva scelta per viverci», dice il sindaco Pd Marco Alessandrini, autore il 31 marzo di un’ordinanza «per la tutela della pubblica incolumità». Secondo il sindaco, «in città purtroppo sono diverse le mete di disperati e senza fissa dimora, che cerchiamo di monitorare attraverso interventi mirati e segnalazioni alle associazioni. Ma non sempre questo tipo di intervento è possibile, perché non sempre questa utenza vuole farsi assistere. L’area privata dell’ex Consorzio agrario era in uno stato di grande degrado, che ci era stato segnalato più volte dalla cittadinanza. Abbiamo chiesto al proprietario di provvedere a chiudere i varchi di un’area per raggiungere la quale la recinzione era stata violata ripetutamente».

«Un intervento che mette lo stop a un’emergenza ciclica notevolmente peggiorata fino a diventare una bomba sociale», commenta il presidente Pd del consiglio comunale Antonio Blasioli, «gli occupanti nei mesi scorsi hanno rotto le recinzioni per trovare ricovero all’interno: non solo nei capannoni lato fiume, ma anche nello stabile di via del Circuito. Sono stato sul posto», dice Blasioli, «e ho trovato una condizione davvero al limite della dignità e decenza, su cui era indispensabile intervenire. Malgrado negli anni i residenti abbiano tollerato questa difficile convivenza, negli ultimi tempi c’è stato un incremento in negativo delle frequentazioni, divenute tali da essere un rischio per l’incolumità pubblica degli stessi frequentatori, oltre che dei residenti. Non si trattava solo di un ricovero abusivo, ma di persone che hanno esasperato un intero rione, compiendo furti, atti osceni in luogo pubblico e accendendo fuochi tra le sterpaglie. Occorre intervenire anche su altre strutture in abbandono della città. Con l’ausilio del Servizio edilizia si potrebbe fotografare l’esistente volumetrico, in modo da chiedere ai proprietari dei siti dismessi di intervenire».