Sgombero senegalesi da via Ariosto Il caso in Procura

Depositato un esposto di Daniele Licheri (Sinistra italiana) sull’operazione condotta dalla polizia su ordine del sindaco
MONTESILVANO. Un esposto alla Procura della Repubblica per chiedere che si faccia luce sullo sgombero del ghetto di via Ariosto. A depositarlo è stato il segretario regionale di Sinistra Italiana, Daniele Licheri, che già all’indomani del blitz aveva espresso grandi perplessità sull’operazione condotta dalle forze dell’ordine. in seguito a un’ordinanza sindacale firmata per motivi igienico-sanitari e strutturali.
A pochi giorni dalla fine dell’emergenza, con gli ultimi senegalesi accampati sulla spiaggia che hanno accettato di essere accolti nei centri della Caritas, a Pescara, non si placano le polemiche sull’operazione di sgombero che ha interessato circa 120 persone residenti nelle palazzine Tillia e Viola, nel quartiere più turistico della città.
In particolare, Licheri chiede di accertare le eventuali responsabilità da parte dei proprietari degli appartamenti. «Primo effetto di questo intervento è stato tuttavia quello di “buttare per strada” oltre 200 persone», si legge nell’esposto, «che hanno, tra l’altro, visto i propri effetti personali trattati alla stregua di immondizia. La cosa più incredibile è che, come risulta da informazioni raccolte, numerosi occupanti delle due palazzine non erano totalmente abusivi ma addirittura corrispondevano un canone d’affitto, ovviamente in nero».
Il segretario di Sinistra Italiana chiede alla magistratura di verificare «se corrisponde a verità la circostanza che i cittadini senegalesi pagassero un canone di locazione per degli appartamenti; in caso di riscontro positivo, di accertare a chi venivano versati gli affitti e soprattutto come era possibile ricevere canoni da immobili in pessime condizioni per assenza di qualsiasi forma di manutenzione».
Nel suo esposoto, Licheri ricorda, infatti, che l’ordinanza del sindaco Francesco Maragno, che ha portato allo sgombero del ghetto, era stata firmata proprio per le precarie condizioni igienico-sanitarie e strutturali degli appartamenti.
«Ma il fatto più singolare», prosegue Licheri, «è che in tutta questa vicenda, che dura da più di dieci anni, nessuno ha chiesto mai spiegazioni ai legittimi proprietari delle due palazzine, i quali, ai sensi di legge, hanno un preciso obbligo giuridico di tenere la proprietà in condizioni tali da non provocare danni a terzi».
L’esponente di Sinistra Italiana, infine, evidenzia come gli stessi proprietari, invece di essere richiamati dagli enti preposti per intervenire sulle condizioni di degrado delle palazzine, «riceveranno invece un “premio” ovvero la possibilità di riqualificare i loro immobili e addirittura la possibilità di ottenere un aumento delle cubature».
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