Si allontana per allattare il figlio e il consiglio vota senza aspettarla

2 Aprile 2019

Manoppello, il caso della mamma-consigliera Katia Colalongo indigna le opposizioni e un assessore della giunta De Luca. Protesta il Pd: «Una pagina vergognosa della vita politica del nostro paese»

MANOPPELLO. Una poppata di troppo al figlio di 4 mesi è costata la votazione su un punto importante del consiglio comunale alla consigliera di opposizione Katia Colalongo, madre del piccolo Francesco di 4 mesi. Il fatto è accaduto la scorsa settimana a Manoppello. Dure le reazioni alla notizia. «Nei giorni scorsi abbiamo assistito ad una delle pagine più imbarazzanti della storia del consiglio comunale di Manoppello: niente pausa per la poppata del bimbo di una consigliera, ma pit-stop concesso per riempire le pance dei consiglieri». E ancora: «Ciò che è avvenuto nell'ultimo consiglio comunale è una pagina vergognosa della vita politica del nostro paese».
Le due dichiarazioni arrivano dai gruppi di minoranza: la prima delle consigliere de L'Alternativa Barbara Toppi e Antonella Faraone, la seconda del segretario del Pd Alessio Blasioli e si riferiscono a quanto accaduto durante l'ultimo seduta del consiglio. La consigliera Pd Katia Colalongo (Futuro in comune del gruppo Pd) mentre si discuteva del tema di alcune alienazioni, di cui si era particolarmente interessata, si è dovuta allontanare dall'aula per allattare il bambino che reclamava il pasto. Sperava di rientrare in tempo per la votazione, ma la poppata è durata un po' di più.
Toppi e Faraone hanno chiesto di sospendere per un attimo rinviando la votazione per dare la possibilità alla Colalongo di accudire il suo pargolo. «A questa proposta si è aggiunta l’assessore Melania Palmisano («anche io sono una mamma», ha detto) lanciando uno sguardo carico di rimprovero al sindaco Giorgio De Luca, al vice Lucio Di Bartolomeo, e al presidente Davide Iezzi», riferisce la Toppi, ma senza avere riscontro di comprensione e accettazione. Alla quale poi si è unito anche un altro consigliere di maggioranza, Roberto D'Emilio («mi dispiace ma non ce la faccio», ha esclamato), mentre con il sindaco tutti gli altri consiglieri, «compreso Giulia De Lellis, assessora alle pari opportunità», sottolineano Toppi, Faraone e Blasioli «hanno respinto la proposta». «Se doveva allattare se ne poteva stare a casa», si è sentito dire dall'aula. «Un fatto di una gravità inaudita», commenta Blasioli «ancora più grave perché accettato dall'assessora alle Pari opportunità». «Il caso della collega Colalongo e del piccolo Francesco» fanno notare Toppi e Faraone «che è stato il primo bambino a sedere tra gli scranni del consiglio comunale di Manoppello, dovrebbe farci riflettere. Nel Parlamento europeo e in altre parti del mondo i neonati possono stare in aula e i genitori partecipare a dibattito e votazioni. Ci batteremo affinché questo possa diventare possibile anche a Manoppello». Al rientro in aula della consigliere-mamma, silenzio imbarazzato, ma nessuna scusa formale, ma poi tutti, senza esitare, di lì a poco, hanno votato, questa volta a favore, per la sospensione della seduta per la pausa pranzo.