Si apre il processo dentro il Pd Ora Diodoro si dimette e accusa

Il crollo della coalizione di D’Addazio al 30% e il trionfo di De Martinis innescano le reazioni Ecco la lettera: «Tra i dirigenti dilaga un atteggiamento non responsabile. Il candidato? Che sbaglio»
MONTESILVANO. Si apre il processo nel centrosinistra di Montesilvano dopo il crollo alle elezioni comunali con il candidato Fabrizio D’Addazio al 30,08% (7.712 voti) e il sindaco uscente Ottavio De Martinis del centrodestra al 69,92% (17.939). Un distacco che, nel prossimo consiglio comunale, sarà amplificato così: una maggioranza di 17 consiglieri di centrodestra, più De Martinis, e un’opposizione a sei più D’Addazio. Numeri impietosi che adesso innescano le reazioni: la prima è la lettara di dimissioni di Andrea Diodoro da componente del direttivo del circolo cittadino Pd; la seconda è uno scontro senza precedenti tra il segretario cittadino Daniele Scorrano e la dirigenza provinciale e regionale.
LA LETTERA DI ACCUSE «È dura perdere con tali proporzioni qualitative e quantitative», recita la lettera di Diodoro, «in tanti anni di militanza politica ci sono stati momenti difficili in cui, per favorire l’interesse generale, ho fatto prevalere in me l’etica della responsabilità e non quella della convinzione e non sono pentito. Ma», dice Diodoro, «nei gruppi dirigenti attuali vedo ormai dilagare un atteggiamento opposto e anche uno sterile dirigismo».
CONTRO TUTTI Diodoro accusa anche il gruppo consiliare uscente: «Mai avrei immaginato che un gruppo consiliare con la presenza di due ex segretari del Pd (Enzo Fidanza e Romina Di Costanzo, ndr) potesse portarci alla totale separatezza dal resto del partito e accentuare contrasti dannosi e paralizzanti». Secondo Diodoro, «il risultato è che non c’è stata opposizione vera e incisiva nei confronti dell’amministrazione ed è mancata la proposizione del nostro partito sui temi della qualità urbana e della vita sociale ed economica in prospettiva della Nuova Pescara».
«D’ADDAZIO SBAGLIATO» Su D’Addazio, Diodoro dice: «Una scelta profondamente sbagliata, dal profilo inadeguato e non voglio aggiungere altro». Diodoro rivela anche un sentimento personale: «Confesso che, in tanti momenti negli ultimi 45 giorni prima delle elezioni, ho provato un dolore enorme, un turbamento che non riuscivo a tenere sotto controllo. Era dovere e responsabilità del partito e della coalizione favorire un’offerta diversa e all’altezza della complessità della terza città d'Abruzzo. Ho sentito sulla mia pelle la ferita dovuta alla consapevolezza che la partita giusta non la giocavamo affatto, sentendomi in colpa e sconfitto io stesso, ma ho lavorato per il voto al Pd e alla coalizione». Ma di voti ne sono arrivati pochi: 14,91% al Pd, 6,20 al M5S, 4,53 a D’Addazio sindaco e 2,87 ad Alleanza Verdi e Sinistra-Comitato di quartiere. Dal 2007, tranne la parentesi di Attilio Di Mattia durata due anni e mezzo, a Montesilvano il centrosinistra sa solo perdere: dopo Di Mattia, c’è stato Francesco Maragno e poi il primo De Martinis, riconfermato una settimana fa. Diodoro resta nell’assemblea regionale: «Attendo la convocazione sui risultati delle elezioni in Abruzzo per poterne discutere».
SCORRANO ATTACCA Per oggi alle 11, in Comune, Scorrano ha convocato una conferenza stampa per tracciare «un bilancio sulle elezioni amministrative ed europee appena concluse»: di certo sarà un’invettiva contro i vertici del Pd. «Il bilancio delle elezioni è fallimentare», anticipa Scorrano, «il candidato sindaco è stato calato dall’alto dal segretario regionale Daniele Marinelli. D’Addazio è stato preso dal registro della Camera di commercio e designato ma la sua figura non rappresenta il territorio». Scorrano avrebbe schierato Stefano Girosante, il più votato del Pd con 428 preferenze, nell’ottica del «rinnovamento» del partito ma l’indicazione del regionale è stata un’altra.
PD: NON CI RAPPRESENTA Su Scorrano, interviene il segretario provinciale Pd Nicola Maiale: «Detta persona, a seguito della sua autosospensione da segretario cittadino, non è stato reintegrato nel ruolo, anzi si è posto in essere ad horas provvedimento di commissariamento, quindi non può rappresentarsi, anche legalmente, quale rappresentante del Pd di Montesilvano».

