Si barrica in casa e minaccia il suicidio
Si è chiuso in casa, a Montesilvano, e ha annunciato di volersi uccidere. Ha comunicato la sua volontà ai carabinieri, con una telefonata, e ad altre 400 persone circa, alle quali ha mandato un sms...
Si è chiuso in casa, a Montesilvano, e ha annunciato di volersi uccidere. Ha comunicato la sua volontà ai carabinieri, con una telefonata, e ad altre 400 persone circa, alle quali ha mandato un sms dicendo di avere un cappio al collo e di essere pronto a suicidarsi. A seguito di una lunga trattativa, portata avanti sia dai carabinieri che dal sostituto procuratore Gennaro Varone, l’uomo ha deciso di desistere dal suo gesto e si è fatto accompagnare in ospedale. L’opera di persuasione è stata portata avanti dal comandante provinciale dell’Arma, il colonnello Paolo Piccinelli, dopo un primo contatto con il capitano Vincenzo Falce, che guida la compagnia di Montesilvano. Piccinelli ha raggiunto l’abitazione, ha parlato con l’uomo attraverso una finestra, poi è entrato e si è trattenuto lì per circa un’ora. Alla base del gesto ci sarebbe il desiderio di far emergere le vicissitudini di cui è stato protagonista il figlio, un calciatore che avrebbe subito un torto, dimostrabile - a suo dire - attraverso una serie di documenti.

