Si cercano famiglie per ospitare i profughi

18 Marzo 2022

Città Sant’Angelo. C’è bisogno anche di mediatori culturali per aiutare gli ucraini in fuga dalla guerra

CITTÀ SANT’ANGELO. Anche Città Sant'Angelo ha risposto all'invito partito dalla Regione, in collaborazione con le Caritas diocesane di L'Aquila, Chieti-Vasto e Teramo, per avviare una ricognizione finalizzata a capire quanti nuclei familiari abruzzesi siano disposti ad accogliere temporaneamente i minori non accompagnati o delle famiglie con bambini in fuga dalle zone del conflitto dell’Ucraina. Ma si cercano anche mediatori culturali e linguistici con il compito di facilitare gli ingressi in famiglia.
Si tratta di un modo per aiutare l'inserimento nella società soprattutto dei minori, anche grazie alla collaborazione delle scuole presenti sul territorio.
Chi volesse dare una mano può scaricare dal sito del Comune angolano l'apposita modulistica per manifestare la propria disponibilità, da inoltrare alle autorità competenti. Nel frattempo va detto che dopo l'arrivo delle prime otto persone, attualmente dislocate all'interno di due nuclei familiari distinti, si è fermato l'afflusso dei profughi a Città Sant'Angelo, dove in ogni caso si continua a lavorare per accogliere ulteriori arrivi, qualora ce ne dovessero essere. In tal senso, proprio in queste ore sono in corso alcuni interventi nelle due residenze dell'Asp che si trovano nel centro storico, messe a disposizione dall'amministrazione comunale già dalla fine di febbraio.
Da quello che si apprende le abitazioni, che possono contenere in totale una quindicina di persone al massimo, dovrebbero essere pronte già a partire dalla prossima settimana, in modo da offrire una risposta nel caso in cui arrivino sul territorio ulteriori famiglie ucraine che in questi giorni stanno scappando dalla guerra. (a.d.s.)