Si consolida l’intesa allargata a Pd e Cinque stelle
MONTESILVANO. Chi mantiene politicamente il sindaco Maragno a palazzo di città? A chiederlo è il capogruppo di Montesilvano Democratica Lino Ruggero che, dopo aver presentato un’interrogazione per...
MONTESILVANO. Chi mantiene politicamente il sindaco Maragno a palazzo di città? A chiederlo è il capogruppo di Montesilvano Democratica Lino Ruggero che, dopo aver presentato un’interrogazione per conoscere le motivazioni delle dimissioni del sindaco e le ragioni del suo ritorno sullo scranno principale del municipio, invita il primo cittadino a fare chiarezza sui consiglieri che compongono la sua attuale maggioranza. Un dubbio avvalorato anche dalla recente espulsione dal gruppo forzista dei due consiglieri Aliano e Musa da parte del coordinatore regionale Nazario Pagano.
«L’individualismo del sindaco, evidenziato oggi come in tante altre sedute dell’assemblea civica cittadina», rimarca a Ruggero, «fa sorgere spontaneamente molte perplessità sulla tenuta della maggioranza di centrodestra in Consiglio comunale. Quella stessa maggioranza decretata dalle urne sette mesi fa e che oggi sembra venuta a mancare. Per queste ragioni, sperando di ricevere questa volta una risposta seria, Montesilvano Democratica invita il sindaco a indicare i nomi dei consiglieri che fanno ancora parte della sua maggioranza e a dimostrare, in questo modo, di non essere incollato alla poltrona solo per lo stipendio. Altrimenti», conclude il capogruppo di Montesilvano democratica, «citando le parole dello stesso Maragno, se un sindaco non può contare sulla sua maggioranza, le dimissioni diventano doverose».
A partire dalla discussione del bilancio di previsione 2014, il cui slittamento spinse il sindaco alle dimissioni, la maggioranza di Maragno è sempre stata molto “ballerina”. Se, infatti, la fedeltà dei gruppi consiliari Montesilvano in Comune, Ndc e Montesilvano Futura nei confronti dell’esecutivo non è mai venuta meno, a creare molti grattacapi a Maragno è stato proprio il gruppo consiliare di Forza Italia, e in particolare i cinque «dissidenti»: Aliano, Musa, Deborah Comardi (capogruppo), Stefano Di Blasio e Claudio Daventura, i quali non hanno mai affermato, tuttavia, di collocarsi fuori dalla maggioranza. Ad aver sostenuto il sindaco in Consiglio comunale sono stati, invece, in più occasioni i consiglieri Gabriele Di Stefano (Pd) ed Enea D’Alonzo (Abruzzo Civico), che al contrario non hanno mai ammesso la loro uscita dalla minoranza. A rappresentare un’incognita, infine, è il gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle i cui componenti Manuel Anelli, Paola Ballarini e Gabriele Straccini, hanno sempre ammesso di voler ragionare sui programmi piuttosto che praticare ostruzionismo a tutti i conti. (a.l.)
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