Si dimette Bruno, Pd con un solo consigliere

3 Ottobre 2014

Francavilla: «Scelte che non fanno gli interessi della città». Maggioranza ancora più rafforzata

FRANCAVILLA. Il consigliere comunale Enrico Bruno si è dimesso dal gruppo consiliare del Partito democratico. Lo ha fatto ieri, durante la seduta straordinaria del consiglio comunale. Una scelta che indebolisce la rappresentanza nell'assise del partito che ha portato il sindaco Antonio Luciani alla guida della città durante le ultime elezioni.

Dai cinque componenti del gruppo presenti all'indomani delle elezioni, oltre a due assessori, il Pd resta col solo consigliere capogruppo Tina Di Girolamo. La maggioranza del sindaco risulta così rafforzata, anche a seguito della verifica interna all'amministrazione che ha portato alla nomina dei due nuovi assessori poche settimane fa, Gianluca Bellomo e Marcello Borrone. Le dimissioni di Bruno arrivano all'improvviso nel partito, per «scelte che non condivido e che non fanno gli interessi della città».

Poco prima che l'assise si riunisse, il consigliere ha inviato una lettera alla segreteria del Partito democratico e al segretario cittadino Edoardo Viani. Nella nota, Bruno fa riferimento all'«esplicito invito ai consiglieri comunali del Pd di non votare e di conseguenza di non approvare la delibera riguardante la salvaguardia generale degli equilibri di bilancio per l'anno 2014».

Un «atto intimidatorio», secondo il consigliere dimissionario, «con esso si promette di procedere, con sanzioni disciplinari e altro, contro chi vorrebbe meglio valutare le conseguenze di un atto deliberativo difficilmente compreso dalla pubblica comunità. Al di là di tante oggettive motivazioni, e della pretesa di voler sostenere precisi interventi a difesa di valori discutibilmente definiti democratici, conta soprattutto la coscienza dell'individuo».

Quanto alla futura collocazione politica del consigliere ormai ex Pd, non si sa ancora nulla. Per il momento l'unico elemento certo è la sua adesione al gruppo di maggioranza, che così risulta più stabile con la presenza di 9 elementi su 17.

«Il consigliere Bruno parla di atto intimidatorio, termine pesante, confondendolo col rispetto della democrazia», risponde il capogruppo Pd Tina Di Girolamo, «la realtà è che siamo in opposizione, cosa che Bruno non ha accettato volendo continuare a sostenere il sindaco. Noi invece rappresentiamo gli interessi di chi ci ha votato. È stata fatta una scelta, quella di rimanere all'opposizione. Per il resto, ben vengano le buone opere della città, alle quali non potremo che essere sempre favorevoli».

Paola Toro

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