Si lancia con l’auto tra la folla: due feriti, giovane arrestato

14 Settembre 2022

In carcere Emanuele Travaglini, 28 anni: tentato omicidio. L’ipotesi di una lite in casa

LANCIANO. Corso Trento e Trieste, pieno centro di Lanciano: il cuore delle feste di settembre smette di battere per sessanta, interminabili secondi. Il terrore che paralizza gli sguardi e spegne i sorrisi piomba d’improvviso sotto forma di un’auto, lanciata tra i passanti come un proiettile. La macchina sbalza in aria un pensionato, poi punta e investe una nonna che sta spingendo il passeggino con il nipote di 18 mesi. Alla guida, un giovane con mille problemi. I due feriti restano a terra, sanguinanti e sotto choc, ma vivi. Il bimbo è illeso. L’investitore scappa, poi si consegna ai carabinieri. L’arresto, per tentato omicidio e omissione di soccorso, è immediato. Poteva essere una strage, solo un miracolo evita la conta dei morti. È tutta da verificare l’ipotesi che il gesto folle sia avvenuto dopo una lite in famiglia.
LA RICOSTRUZIONE
Sono quasi le 10 quando Lanciano, nel suo giorno più lungo, quello dell’inizio delle celebrazioni per la patrona Madonna del Ponte, inizia a vivere un dramma che mai avrebbe immaginato di dover affrontare. Emanuele Travaglini, 28 anni, nativo di Cerignola (Foggia) e residente a Casoli in contrada Guarenna, è a bordo della Fiat Punto vecchio modello intestata al papà. Il giovane, di recente sottoposto a visite psichiatriche, dopo aver superato le barriere di sicurezza, imbocca il corso principale della città, addobbato a festa e pieno di gente. Ci sono adulti che passeggiano, chiacchierano sotto i portici, entrano nei negozi per fare shopping; ci sono bimbi e bimbe che giocano con macchine e bambole.
IL PRIMO INVESTIMENTO
Quell’auto bianca sembra una scheggia impazzita: zigzagando, raggiunge più di cento all’ora, si spingeranno a raccontare i testimoni. Di sicuro c’è che, dopo aver evitato tavolini e sedie dei bar, Travaglini per un soffio non investe interi gruppi di pedoni, come testimoniano anche le telecamere dei negozi. Poi, punta dritto verso un pensionato che mai ha visto prima in vita sua: si chiama Gabriele Staniscia, ha 77 anni e, come tutti i lancianesi, si prepara a vivere la “nottata”, l’appuntamento simbolo dell’anno con gli spari alle quattro di notte che segnano l’inizio delle feste. Ma, all’improvviso, la mattinata di questo pensionato si trasforma in un incubo: viene centrato in pieno all’altezza del negozio di abbigliamento Del Zoppo. A terra restano le sue scarpe, la mascherina e chiazze di sangue. La corsa di Travaglini non si ferma: il suo secondo, improvvisato obiettivo è Luciana Iavicoli, 68 anni, ex bancaria di origini lancianesi, residente a Torino di Sangro. La donna sta passeggiando con il nipotino di un anno e mezzo, mentre il marito, l’avvocato Francesco D’Ugo, è a poca distanza.
IL SECONDO IMPATTO
Gli sguardi di questa nonna e del giovane devono incrociarsi in un’agghiacciante frazione di secondo. Luciana diventa l’angelo custode del piccolo Federico perché ha lucidità di spingere via il carrozzino, sotto i portici, pronta a sacrificare la propria vita per salvare quella del nipote che adora più di ogni altra cosa. Poi, l’impatto. Anche lei crolla a terra, vicino al negozio Swarovski. I soccorsi scattano immediatamente.
LA FUGA
Travaglini scappa a tutta velocità. Sul posto si precipitano gli operatori del 118 con quattro ambulanze e l’elicottero partito da Pescara, i carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Lanciano, coordinati dal maggiore Fabio Vittorini e dal tenente Giuseppe Nestola, e le volanti del commissariato di polizia, diretto dal vice questore Lucia D’Agostino. Il primo investito è in condizioni più serie, perché ha un trauma cranico e la spalla fratturata: trasportato all’ospedale di Pescara, viene dichiarato fuori pericolo. La donna, invece, finisce al Renzetti con il femore rotto.
L’ARRESTO
Durante la fuga, in cui urta un paio di macchine, Travaglini telefona al 112 per costituirsi e viene raggiunto dai carabinieri. Il 28enne finisce in caserma e scatta l’arresto: su disposizione del pm Francesco Carusi, la giornata dell’investitore termina nel carcere di Lanciano. La Punto, con il parabrezza sfondato, viene recuperata alle Torri Montanare. «Il giovane aveva piena conoscenza di quanto accaduto e ha riconosciuto immediatamente la gravità del gesto», spiegano gli investigatori. Resta da capire cosa abbia scatenato la sua mattinata di follia.