Si muove il fronte del no, e c’è chi dice: discutiamone

30 Gennaio 2016

Contrari i sindaci di Popoli, Pratola e la senatrice Pezzopane De Santis (Idv): si possono studiare soluzioni positive

PESCARA. Non sarà una passeggiata. I sindaci sono già sul piede di guerra contro il progetto della nuova autostrada Pescara-Roma firmata dal gruppo Toto. Nei giorni scorsi il sindaco di Pratola e presidente della Provincia dell'Aquila, Antonio De Crescentiis, ha dichiarato «inaccettabile che l'avvicinamento di 10minuti tra Roma e Pescara passi come un carro armato su un ambiente che dobbiamo preservare e sulle speranze di intere comunità della Valle Peligna e dell'Alto Sangro». Il sindaco di Popoli Concezio Galli ha espresso «netta contrarietà» all'ipotesi del nuovo tracciato per il tratto che attraverserebbe il territorio ricadente nella Riserva naturale guidata “Sorgenti del Pescara”. E ha chiesto al presidente della giunta regionale ed all'assessore all'Ambiente di tener conto che le aree in questione siano interdette alla realizzazione dell'opera. Come spiega il presidente del Wwf Abruzzo Luciano Di Tizio, la nuova bretella andrebbe «a incidere proprio sull'area delle sorgenti del Pescara, una riserva regionale di importanza strategica per la natura in Abruzzo». Per la senatrice Pd Stefania Pezzopane «le autostrade abruzzesi sembrano non avere pace. Dopo l'esorbitante aumento delle tariffe nel 2016, il ministero dei Trasporti ci ha appena rassicurato, come avevamo richiesto, che le agevolazioni e gli sconti per i pendolari verranno prorogati fino a dicembre, ecco che spunta un tunnel che eliminerebbe le uscite di Pescina, Cocullo e Pratola-Sulmona, cosa che significherebbe decretare la morte per isolamento della valle Peligna e delle zone interne». Più possibilista il segretario regionale dell’Italia dei Valori Lelio De Santis che chiede che il progetto venga esaminato in Consiglio regionale e consiglio provinciale dell’Aquila. Per De Santis il nuovo tratto autostradale dovrebbe essere «non sostitutivo ma aggiuntivo a quella esistente». In questo modo, dice, si otterrebbero tre obiettivi: «Si otterrebbero i seguenti obiettivi: 1) ridurre sensibilmente i tempi di percorrenza Roma-Pescara; 2)continuare ad assicurare doverosamente il collegamento della Valle Peligna con Pescara e Roma, così come avviene ora; 3)rivitalizzare un territorio marginale ed abbandonato, come quello della Valle Subequana, danneggiato in modo irreparabile dalla scelta del tracciato attuale, deciso in luogo dell'idea progettuale originaria che prevedeva proprio il passagio dell'autostrada lungo l'asse Celano-Cerchio-Valle Subequana- Bussi. Il peso politico e le pressioni dei rappresentanti delle Istituzioni della Valle Peligna influirono e condizionarono le decisioni dell'epoca», dice De Santis, «oggi c'è da augurarsi che prevalga una valutazione politica complessiva, che guardi alle ragioni del territorio regionale intero e non solo alle sollecitazioni delle singole aree geografiche».