Si può mangiare in panifici e gastronomie

18 Ottobre 2017

Approvata la delibera che ora consente il consumo sul posto, sono 400 i negozi interessati da questo cambiamento

PESCARA. Volete mangiare un panino nel negozio di alimentari dove avete acquistato pane e prosciutto? Ora diventa possibile, grazie al regolamento per il consumo sul posto di prodotti artigianali di gastronomia approvato ieri a larga maggioranza dal consiglio comunale. Sono circa 400 gli esercizi pubblici potenzialmente interessati a questo tipo di attività, svolta fino ad oggi molto spesso in maniera illegale.
Così negozi alimentari, rosticcerie, gastronomie artigianali, ma anche mense aziendali potranno fare richiesta al Comune per ottenere l’autorizzazione all’allestimento di alcuni spazi da adibire al consumo di cibo e bevande dopo la vendita.
Grande soddisfazione è stata espressa dal presidente della commissione Commercio Piero Giampietro che ha presentato la delibera per regolamentare, per la prima volta a Pescara, il consumo sul posto. «Con questa proposta», hanno commentato Giampietro e l’assessore al commercio Giacomo Cuzzi in una nota congiunta, «la città fa un altro passo in avanti verso l’innovazione e la qualità, consentendo alle attività artigianali specializzate nell’alimentazione di creare dei corner all’interno delle proprie attività in cui far degustare i prodotti realizzati sul momento. Una buona prassi adottata in molte città del nord Italia ora diventa un’opportunità in più per le imprese e i consumatori, puntando sulla valorizzazione della filiera corta, sul chilometro zero e sulla valorizzazione delle tipicità locali».
«Nel corso di questi anni», viene spiegato nel provvedimento approvato, «diverse amministrazioni locali hanno regolamentato il cosiddetto consumo sul posto e in più di un’occasione il ministero dello Sviluppo economico ha meglio precisato l’ambito di intervento di tale riforma». «Nel corso di tutte le circolari emanate», si legge ancora, «viene precisato che mai l’attività artigianale può essere assimilabile a quella di somministrazione di alimenti e bevande. Il servizio pertanto sarà limitato alla consegna di prodotti da banco ritirati direttamente dal consumatore». Il regolamento approvato è composto da otto articoli. Nel primo vengono definiti i campi di applicazione, ossia gli esercizi di vicinato per la vendita di prodotti alimentari, i panifici, le attività artigianali di produzione e vendita di prodotti di gastronomia. Ecco come deve avvenire il consumo sul posto. «Il consumo», precisa l’articolo 3, «deve avvenire all’interno degli spazi destinati all’attività di vendita che deve conservare le caratteristiche strutturali tipiche degli esercizi di vendita al minuto di generi alimentari, purché lo spazio interno dedicato al consumo non superi il 40 per cento della superficie del locale e comunque non oltre 30 metri quadrati». «Il consumatore», evidenzia l’articolo successivo, «ritirerà direttamente dal banco di vendita gli alimenti pronti per il consumo, inseriti in contenitori a perdere. È consentita la fornitura di posate, bicchieri a perdere, tovaglioli, salviette detergenti monouso e di bevande in confezione originale».
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