«Si riaprano gli ospedali minori»

7 Novembre 2020

Popoli, Lattanzio scrive a Conte e al ministro Speranza: revocate il decreto sui tagli

POPOLI. Crescono i numeri della pandemia da Covid-19, e a soffrirne sono non solo i grandi ospedali, ma anche i periferici che al contrario potrebbero essere di grande sostegno ad affrontare l'emergenza e trattare i casi al pari delle più grandi strutture, alleviando difficoltà non solo all'utenza, ma all'intero sistema sanità. È con questa motivazione che il consigliere di opposizione al consiglio comunale di Popoli Mario Lattanzio scrive al presidente del Consiglio Giuseppe Conte e al ministro della Sanità Roberto Speranza, chiedendo esplicitamente, e con decisione, l'abolizione del decreto ministeriale 70, del 2017, noto come decreto Lorenzin, che ha ridimensionato la sanità pubblica con la chiusura dei piccoli ospedali, riducendo quello di Popoli a semplice stabilimento, poi mantenuto struttura sanitaria con posti letto ridotti con l'intervento del deputato popolese Castricone fino al 2023.
«A fronte della seconda grave ondata dell’emergenza Covid-19, il governo Conte ha un dovere improcrastinabile», afferma Lattanzio, «riaprire tutti i piccoli ospedali chiusi dallo scellerato decreto Lorenzin e ripristinare i posti letto cancellati. Ho sollecitato Conte e Speranza su questo problema». «Oggi più che mai i piccoli centri periferici di provincia, in Abruzzo come in tutto il resto del Paese, hanno bisogno di tutti i presidi sanitari pienamente operativi per tenere testa alla pandemia», continua Lattanzio, «piccole strutture capaci di affiancare e di essere di supporto rispetto ai poli ospedalieri centrali, per garantire condizioni di ricovero dignitose e pari diritti di accesso alle cure». «Credo che dall’Abruzzo», incalza Lattanzio, «debba partire una campagna serrata per indurre il governo Conte a cancellare l’ennesima bruttura che mina il nostro stesso sistema sanitario, mortificando professionalità d'eccellenza e ritardando trattamenti d'urgenza che le contingenze di oggi richiedono. Mettiamo riparo ai danni provocati da un decreto che ha falcidiato la sanità pubblica, ridotto i posti letto e smantellato Pronto soccorso e Chirurgie, con il risultato che oggi, come rileva Speranza, la sanità pubblica è in ginocchio per gli sforzi alla quale è sottoposta dalla seconda ondata della pandemia senza che ci si impegni per cancellare la mannaia che incombe su di essa».
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