«Si riducano le tariffe coi soldi delle multe»

27 Settembre 2022

Il Pd chiede a Masci di usare l’incremento degli incassi con le sanzioni per tagliare i costi delle mense

PESCARA. È polemica tra il sindaco e il Pd sull’aumento degli incassi delle multe. Quest’anno, l’amministrazione comunale ha incassato 16,5 milioni di euro, quasi il doppio dell’anno scorso e domenica scorsa Masci, in un’intervista al Centro ha difeso l’operazione condotta dall’ente. «Così non saremo costretti ad aumentare le tasse», ha detto il primo cittadino.
Ieri è arrivata la replica del capogruppo del Pd Piero Giampietro. «Sanzionare i comportamenti sbagliati è un dovere», ha affermato, «trasformare i cittadini in un bancomat del Comune di Pescara è invece profondamente scorretto, come successo per l’autovelox-trappola di via di Sotto e le sue 20mila sanzioni. Anche perché, mentre si dichiara il raddoppio degli incassi per le multe, la giunta Masci ha deciso di scaricare in pochi mesi tutti gli aumenti possibili, come le rette per gli asili nido, il cui costo massimo è passato in un batter d’occhio da 390 euro al mese a 450 euro, ben 600 euro in più ogni anno per ogni bambino. Ma ora il sindaco ha la possibilità di invertire la rotta e fermare l’aumento massivo sulle tariffe delle mense scolastiche, che la sua giunta, ben prima che scoppiasse la guerra in Ucraina, ha deciso di aumentare fino a 6,48 euro per ogni pasto, eliminando ingiustamente la quota di compartecipazione con la quale il Comune ha sempre consentito di tenere basse le tariffe».
«Il consiglio comunale», ha ricordato Giampietro, «ha approvato un nostro ordine del giorno che va in questa direzione, ma se la giunta non adotta le misure conseguenti, il primo gennaio 2023 o, in caso di proroghe, quando entrerà in servizio la nuova concessionaria, far mangiare i propri figli alla mensa della scuola rischia di diventare un costo elevato per molte famiglie. Il Comune non può solo incassare, e non può rinunciare al suo ruolo pubblico e sociale: rinunciare alla compartecipazione alle tariffe delle mense scolastiche sarebbe come se rinunciasse ad acquistare i libri per gli alunni delle scuole primarie. Il sindaco torni indietro e dia un segnale ai cittadini».