Si rinnova il rito della Madonna che corre

31 Marzo 2024

A Spoltore la rievocazione dell’Abbandonata con Maria Maddalena si celebra dopo la messa di Pasqua

SPOLTORE. La Pasqua a Spoltore si distingue per due tradizioni che ogni anno portano nel centro storico centinaia di visitatori. Il primo è il rito della Madonna che corre: nel nome ricorda la Madonna che scappa di Sulmona, ma in realtà vede protagonista Maria Maddalena, l'Abbandonata, che raggiunge il Cristo risorto.
La celebrazione, come spiega Pasquale Spina, «nasce proprio grazie alla città di Sulmona che nel 1404 concesse a Spoltore una reliquia dopo l’intercessione di papa Innocenzo III, perché uno dei suoi nipoti era capitano di questa signoria». La famiglia Spina iniziò a occuparsi di questa rievocazione durante la grande guerra: un compito che si tramanda di padre in figlio da più di 100 anni e oggi più di 30 persone sono coinvolte nell'organizzazione. La mattina di Pasqua subito dopo la messa (intorno a mezzogiorno) gli abitanti di Spoltore si dirigono verso l’antica piazza, oggi intitolata a Giuseppe D' Albenzio, dove ha luogo “L' Incontro della Madre col Cristo Risorto". In passato, secondo la ricostruzione storica di Andrea Morelli e Giustino Pace, la rappresentazione ha avuto nomi diversi, e più genericamente “Processione del giorno di Pasqua”. In realtà, per l'incedere dondolante e un po' inclinato della statua della Maddalena, la rappresentazione ha preso anche il nome “L'abbandonata” (dal dialetto l’abbandunàte), in riferimento anche al probabile rinvenimento casuale della statua in una chiesa rurale del territorio spoltorese.
La seconda tradizione è il gioco dello scucchio (in dialetto lu scùcchije o pizz' e pizze, cule e cule): una gara tra uova sode variopinte dove coppie di sfidanti si alternano a colpire, ognuno con il proprio uovo, quello dell'avversario. Prima con una punta (pizze) e poi con l'altra (cule): vince l'uovo che non subisce lesioni, e il proprietario del perdente deve cederlo al vincitore. Per antica consuetudine, tuttavia, il bottino finisce in una specie di cestone collettivo che nel pomeriggio di Pasqua viene messo a disposizione di tutti nella tradizionale festa che si svolge davanti al convento.
La liturgia della Pasqua a Spoltore non manca comunque della processione del Venerdì Santo, immortalata negli anni '30 del '900 dal fotografo Pasquale De Antonis, che assieme a Ennio Flaiano e Tommaso Cascella percorreva l'Abruzzo per documentarne le tradizioni, come allora i portatori dell'Addolorata, del Cristo Morto e degli altri simboli della Passione indossano le antiche divise della confraternita di Santa Maria del suffragio e del Santo Monte dei Morti. Tra i punti toccati dalla processione ci sono via dei Calderai, via Di Marzio, via Montinope, piazza D’Annunzio, via Tosti, via Montesecco, via Fonzi.