Si schianta contro un’auto Perde la vita un 34enne

29 Aprile 2020

Il pescarese Christian Javanmardi era in sella alla moto: è morto poco dopo

PESCARA. Speravano di salvarlo. Dopo il terribile schianto con lo scooterone, lo hanno soccorso in strada Colle Scorrano e trasportato d'urgenza in ospedale. Era gravissimo ma cosciente, quando è stato caricato sull'ambulanza del 118, e in pochi minuti è arrivato in ospedale. MA il suo cuore si è fermato per sempre.
Non c'è stato niente da fare per Christian Javanmardi, il pescarese di 34 anni che ieri pomeriggio è rimasto coinvolto in un incidente stradale avvenuto in una città pressoché deserta visto che il coronavirus da quasi due mesi ha limitato in maniera drastica la circolazione ovunque, in centro e in periferia. Poche le informazioni sulla dinamica visto che la polizia municipale sta lavorando per ricostruirla con precisione, dopo aver effettuato i rilievi sul posto.
Erano da poco passate le 16 quando lo scooterone Yamaha Tmax di Javanmardi, diretto a valle, lungo strada Colle Scorrano, si è scontrato frontalmente con un Suv Ford Ecosport, condotto da un 38enne che si spostava in direzione opposta. Impatto violentissimo, a giudicare dalle condizioni dell'auto e dai detriti rimasti sulla strada. Subito dopo c'è stata la richiesta di intervento ai soccorritori, con l'arrivo sul posto dell'ambulanza del 118 e la corsa in ospedale, nel tentativo di salvare la vita al giovane uomo. Ma non è stato possibile: le conseguenze di quello schianto non hanno lasciato scampo al 34enne.
Intanto sul luogo dell'incidente è arrivata la polizia municipale, con il maggiore Marco Porreca e il maggiore Giorgio Mancinelli, e ha preso il via l'attività che porterà a definire dinamica e, anche, eventuali responsabilità dell'incidente costato la vita al 34enne. Gli accertamenti proseguono e proprio per questo i mezzi coinvolti nello scontro sono stati sequestrati dalla polizia municipale che sta indagando sull'accaduto ipotizzando il reato di omicidio stradale (il sostituto procuratore è Andrea Di Giovanni).
La notizia si è diffusa rapidamente, lasciando senza fiato parenti e amici del 34enne che mai avrebbero immaginato una fine del genere per Christian. La madre e il fratello si sono precipitati in ospedale, dove si trova la salma, in attesa che venga riconsegnata alla famiglia. «La vita è infame», scrive un amico su Facebook dopo aver saputo dell'accaduto. E qualcun altro aggiunge «notizia tristissima», tra l'incredulità e il dolore di chi lo conosceva e ne parla come di una persona «solare, sorridente, disponibile, con la battuta sempre pronta, l'amico di tutti».
«Era un bravo ragazzo, alla mano. Sono distrutto», dice un giovane che era nella stessa comitiva («ci divertivamo, ovviamente prima della pandemia») e non riesce a credere a questo addio improvviso e in circostanze simili, tanto più che due mesi fa «abbiamo brindato alla tua felicità», scrive su Facebook al suo amico “Cri”. Una morte che appare ancora più assurda se si considera che dall'inizio di marzo le auto in giro sono davvero pochissime, in qualsiasi parte della città, e il numero di incidenti stradali si è ridotto in maniera radicale così come quello dei feriti, una delle poche conseguenze positive della pandemia che ha costretto tutti a stare a casa.
In strada Colle Scorrano, di dimensioni ridotte ma generalmente molto trafficata (ci passano anche i bus), ieri si sono incrociate le esistenze di due giovani uomini. Questione di secondi e Christian sarebbe andato verso il suo futuro.
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