Si scontrano in volo due aerei, muore pilota

I velivoli della pattuglia acrobatica che si esibiva prima delle Frecce Tricolori finiscono in mare, un aviatore riesce ad attutire l’impatto e sopravvive
TORTORETO. Il silenzio, qualcuno con il volto arrossato dopo le lacrime, l’odore acre del carburante che avvolgeva gli ombrelloni. Sulla spiaggia di Tortoreto ieri pomeriggio si è bloccato all’improvviso il pomeriggio di festa con decine di migliaia di spettatori accalcati sulla spiaggia per godersi le acrobazie degli aerei civili, in attesa delle Frecce Tricolori dell’Aeronautica militare che si sarebbero esibite poco dopo. Marco Ricci, 47 anni, di Siena, ha pagato con la vita la propria passione per il volo acrobatico dopo lo schianto in aria con il collega Luigi Wilmo Franceschetti, 43 anni, di Brescia.
Ad Alba Adriatica, fulcro dello “Spiaggia d’argento air show”, la notizia dell’incidente si è diffusa rapidamente già dopo pochi secondi dallo schianto. Ma ben altra cosa è stato vedere l’impatto davanti ai propri occhi, a poche decine di metri di distanza, come è successo a chi alle 16.30 si trovava nella zona centrale di Tortoreto. In tanti hanno avuto per un’istante anche la paura che uno dei due velivoli potesse raggiungere la spiaggia e gli spettatori, tanto si è consumata vicina a loro la tragedia. L’incredibile e spericolata manovra “a specchio” dei due aeromobili monoelica autocostruiti Van’s RV8 ed RV7 di Ricci e Franceschetti era cominciata poco più a sud e procedeva verso Alba Adriatica, dove tutti e quattro i membri del “Quei bravi ragazzi team” si sarebbero ritrovati per terminare la propria esibizione sul mare. Il velivolo di Ricci, leader del gruppo, era a pancia all’aria pochi metri sopra il compagno, che invece procedeva nel verso normale. Poi quello che mai era capitato in decine e decine di prove, compresa quella di sabato ad Alba: il velivolo di Ricci si abbassa improvvisamente e va a toccare quello di Franceschetti, perdendo un’ala nello schianto. Il tonfo del RV8 in mare, dove l’acqua è profonda solo quattro metri, è devastante. Il piccolo aereo, ancora rovesciato, si incaglia nel fondale sabbioso a testa in giù e scompare sotto l’acqua. I primi a gettarsi in mare a cercarlo sono i bagnini con il pattìno, ma l’aereo sarà trovato solo molti minuti dopo con i gommoni dei soccorritori. Tra la folla sulla spiaggia a vedere il terribile spettacolo, anche il figlio sedicenne di Ricci. Ai comandi dell’RV7, invece, Franceschetti compie una manovra disperata: prova ad ammarare, tocca la riva, si capovolge e ce la fa a fermarsi limitando i danni, a quasi un chilometro e mezzo dall’impatto con il compagno. A salvargli la vita, gli spettatori corsi in acqua a liberarlo dall’abitacolo. Per lui, trasportato all’ospedale di Teramo, solo escoriazioni ed un trauma addominale: in ambulanza era addirittura cosciente e in grado di parlare con la compagna, lì presente.
Marco Ricci, 47 enne di Siena, invece, sarà liberato dalle lamiere del suo aereo solo tre ore dopo, grazie a speciali palloni gonfiabili dei vigili del fuoco che hanno reso possibile l’estrazione da parte dei sommozzatori. Tre ore interminabili, che hanno tenuto col fiato sospeso centinaia di spettatori rimasti lì a sperare per il pilota senese. Ma, come ormai tutti si aspettavano, Marco Ricci ha toccato terra completamente avvolto in un telo nero. Chi ha visto il suo corpo parla di lesioni gravissime, il che farebbe pensare ad una morte sul colpo e non per annegamento. Ci penserà ad ogni modo l’autopsia affidata al medico legale Antonio Tombolini a chiarire come è morto il pilota. Intanto Franceschetti è stato iscritto nel registro degli indagati per omicidio colposo, un atto dovuto. Ricostruire le dinamiche dell’incidente sarà compito della Capitaneria di Porto di Giulianova, delegata alle indagini penali dal sostituto procuratore Stefano Giovagnoni. Come di prassi, anche l’Agenzia nazionale per la sicurezza del volo (Ansv) ha aperto un’inchiesta sull’accaduto.
Luca Tomassoni
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