Si va verso il coprifuoco dalle 22 Il governo prepara nuove strette 

Bar, ristoranti, palestre, saloni di bellezza, cinema, teatri e sport di base sono gli osservati speciali  Speranza: «Il quadro peggiora». Possibili zone rosse locali e didattica a distanza per le superiori

La curva del virus cresce, in Abruzzo e, ancor peggio, in altre zone d’Italia. Così si ragiona e si discute, anche con toni aspri, su un coprifuoco dalle 22 (almeno per due settimane) e sul ritorno della didattica a distanza nelle scuole superiori. Ultimo punto, questo, già caldeggiato nei giorni scorsi dal presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio. Provvedimenti che andrebbero a integrare o sostituire il Dpcm di pochi giorni fa, efficace fino al prossimo venerdì 13 novembre.

MODELLO FRANCIA
CON CHIUSURE DALLE 22
Ragionando con scienziati, collaboratori e ministri, il premier Giuseppe Conte si è convinto a valutare altre regole restrittive, sulla falsariga delle norme adottate dalla vicina Francia. «Il coprifuoco è una cosa molto probabile», ammettono fonti di Palazzo Chigi. Oggi si riunirà il Consiglio dei ministri e un nuovo provvedimento potrebbe imporre a bar, ristoranti e altri pubblici esercizi di abbassare le saracinesche alle 22, con controlli rafforzati e pesanti multe per chi non rispetta le regole. Per altre attività possibili stop.

FRANCESCHINI
CHIEDE UN VERTICE
Proprio in considerazione dei nuovi numeri dell’epidemia, ieri il capo delegazione del Partito democratico al governo, il ministro per i Beni culturali, Dario Franceschini, ha chiesto al premier Conte di convocare un vertice di maggioranza dedicato a nuove misure nazionali da adottare per contenere la diffusione del coronavirus, d’intesa con le Regioni. «Ho chiesto al presidente Conte una riunione per decidere senza indugio nuove misure nazionali per contenere il contagio, ovviamente d’intesa con le Regioni», sottolinea Franceschini.

MA IL MINISTRO
VUOLE FRANARE
Dichiarazioni che hanno acceso la polemica a livello politico. Con una dura replica del ministro della Salute, Roberto Speranza: «Nessuna decisione è stata assunta in questo momento. Leggo un’abbondanza di indiscrezioni, ma noi siamo qui e analizziamo tutti i dati, ci confrontiamo con le Regioni. C’è un problema serio, non dobbiamo nasconderlo» ma «ci sono istituzioni, scienziati che stanno lavorando. Facciamo le cose per bene». Tra febbraio, marzo e aprile, l’Italia «ha dimostrato di essere un grande Paese, l’Italia più che il governo. Dobbiamo ripartire da là, abbiamo le forze e le energie per farlo. Dobbiamo di nuovo avere la forza di piegare sta curva preoccupa».

ATTIVITÀ SOCIALI
E ASSEMBRAMENTI
Il ministro delle Autonomie, il dem Francesco Boccia, ha paventato «l’interruzione di attività sociali e culturali a maggior rischio di assembramento». Quali potrebbero essere? Palestre, saloni di bellezza, cinema, teatri e sport di base sono osservati speciali. Appena Conte tornerà da Bruxelles vedrà i capi delegazione dei partiti e deciderà l’eventuale coprifuoco.

DIDATTICA
A DISTANZA
E se sulla necessità di estendere lo smart working come chiede la ministra dell’Istruzione sono tutti d’accordo, tra governo e Regioni – e anche dentro l’esecutivo – si litiga sulla didattica a distanza per le scuole superiori. La proposta dei governatori ha fatto infuriare Lucia Azzolina: «Non è all’ordine del giorno». La ministra, sorpresa perché sono le stesse Regioni che a giugno non volevano inserire la didattica a distanza nelle linee guida, non ci sta a disperdere «i grandi investimenti e sacrifici fatti per la scuola». Azzolina lo ha detto a Conte, incontrato faccia a faccia a Palazzo Chigi.

LE REGIONI ACCELERANO
MA NON L’ABRUZZO
Ma i presidenti delle Regioni insistono sugli interventi per la didattica, ancor più dopo che Vincenzo De Luca ha chiuso le scuole in Campania (dove il Covid ha fatto un balzo di oltre mille contagi in 24 ore). Il Pd ha proposto di arrivare al 50% di didattica digitale alle superiori, alternando casa e scuola. A Milano l’indice di contagio Rt è schizzato sopra 2.
Così la Lombardia si prepara a una nuova stretta, con un’ordinanza di Regione Lombardia che entrerà in vigore a partire da oggi. Niente lockdown e coprifuoco ma ci saranno più limitazioni per bar e ristoranti, più controlli e un ritorno seppur parziale della didattica online per le scuole superiori, in modo da evitare affollamenti sui mezzi pubblici. Per adesso fonti vicine a Marsilio escludono fughe in avanti per l’Abruzzo.

ZONE ROSSE
LOCALIZZATE
Se molti temono un lockdown a Natale, il tema nel governo è «cosa fare adesso e non fra due mesi», quando inizieranno le festività. Speranza ha sentito i governatori uno per uno, per capire in quali territori la rete ospedaliera sia sotto pressione al punto da rendere necessarie «misure anche più dure del Dpcm del governo». I presidenti delle Regioni in base all’ultimo decreto non possono allentare le misure, ma rafforzarle sì ed è questa la strategia del governo. Agire con chiusure localizzate, facendo scattare le zone rosse in territori anche più piccoli di una Regione o di una città. «Il quadro sta peggiorando, dobbiamo irrigidire le misure di contenimento», sottolinea Speranza ai governatori, «il Dpcm appena entrato in vigore è una mattonella comune a tutti. Ora sulla base del monitoraggio capiremo dove conviene stringere».
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